Abitzai Roma: il nuovo showroom di design sostenibile tra tradizione e contemporaneità

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Negli ultimi anni Roma sta sviluppando una nuova sinergia con il design contemporaneo, collimando la sua eredità storica con una visione progettuale che unisce creatività, artigianato e innovazione. 
Ed è così che Giovedì 13 novembre la Capitale ha accolto una nuova protagonista della scena del design: 
Abitzai Project, lo showroom ideato da Claudia Mazohl, ha aperto ufficialmente le sue porte in via Muzio Clementi 44-46, nel cuore elegante della Capitale.

Concepito come un crocevia tra tradizione e contemporaneità, Abitzai Project è nato come uno spazio in cui legno, ceramica e materiali naturali hanno dialogato in perfetta armonia, restituendo una visione del design fondata su autenticità, innovazione e, soprattutto, sostenibilità.

In un’epoca in cui lo spreco è diventato quasi inevitabile, il progetto ha abbracciato un approccio radicalmente consapevole: ogni forma, ogni scelta, ogni dettaglio è stato pensato come un atto etico. Il design, qui, è diventato non solo un esercizio estetico, ma una responsabilità collettiva.

Lo showroom ospita la collezione completa di Plinio il Giovane, storico marchio milanese fondato da Mario Prandina e simbolo del made in Italy. La presenza delle sue creazioni non è stata una semplice scelta espositiva, ma un manifesto culturale: un invito a riscoprire l’artigianato e tutto il lavoro dignitoso che è presente dietro le quinte.
Il messaggio importante da veicolare è proprio il meraviglioso concetto che vi è dietro ai processi lenti, consapevoli e sostenibili.

Infatti, si è trattato di un evento attento e accorto al dettaglio – dalle superfici naturali alle linee essenziali, dai volumi misurati alle tonalità studiate per dialogare con la luce – poiché qualsiasi cosa è stata concepita per offrire un’esperienza sensoriale e culturale insieme.

Abitzai Project si è configurato non solo come un luogo da visitare, ma da abitare: uno spazio vivo, capace di trasformarsi in un punto di incontro e confronto, un ambiente di unione e coworking dove giovani creativi, professionisti e appassionati hanno potuto condividere idee, progetti e visioni.

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L’inaugurazione del 13 novembre è stata così l’occasione per scoprire questa filosofia: un design che non ha rincorso il nuovo e l’innovazione, ma lo ha generato in modo autentico; che non ha consumato, ma rigenerato; che ha unito arte, artigianato, sostenibilità e innovazione in un linguaggio universale capace di parlare al presente senza tradire il futuro.


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