Addio a Chris Rea. La voce che sapeva riportarci a casa

Avatar photo

Ci sono artisti che non se ne vanno davvero. Restano nelle pieghe della memoria, in una stagione dell’anno, in una canzone che ritorna puntuale come un rito. Chris Rea è uno di questi.
Si è spento a 74 anni, dopo una breve malattia, circondato dall’affetto della sua famiglia. A comunicarlo, con parole semplici e colme di dolore composto, sono stati la moglie e i figli. Una fine silenziosa, quasi in linea con il suo modo di stare al mondo e nella musica.

E c’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che se ne sia andato proprio in questo periodo pre-natalizio. Perché Chris Rea, soprattutto nel Regno Unito ma non solo, è diventato nel tempo sinonimo stesso di Natale. Non quello patinato, ma quello vero: fatto di strade lunghe, fari accesi, stanchezza addosso e il desiderio ostinato di tornare a casa. “Driving Home for Christmas”, uscita nel 1986, non è mai stata soltanto una canzone: è stata una fotografia emotiva, un racconto intimo che continua, anno dopo anno, a parlarci con la stessa delicatezza.

 

Chris Rea

 

Nato a Middlesbrough nel 1951, Christopher Anton Rea aveva radici profondamente europee: padre italiano, originario di Arpino, madre irlandese, e una famiglia numerosa che ha inevitabilmente contribuito a forgiare quella sensibilità malinconica e autentica che attraversa tutta la sua produzione. Venticinque album solisti, una carriera costruita senza clamori inutili, ma con una coerenza rara. “The Road to Hell” e “Auberge” arrivarono in cima alle classifiche britanniche, consacrandolo definitivamente, ma senza mai trasformarlo in un artista distante o irraggiungibile.

 

Chris Rea

 

La sua voce roca, imperfetta e inconfondibile, e quel modo personale di suonare la chitarra slide hanno dato vita a brani che non hanno bisogno di essere spiegati: “Josephine”, “On the Beach”, “Road to Hell”. Canzoni che scorrono come strade, paesaggi interiori prima ancora che musicali.

See Also

 

Chris Rea

 

Negli anni, la vita lo aveva messo duramente alla prova. La diagnosi di cancro nei primi anni Duemila, l’operazione al pancreas, poi l’ictus nel 2016. Eppure, anche nella fragilità, Rea non ha mai smesso di essere se stesso: un musicista che non cercava il rumore, ma la verità.

Oggi il silenzio pesa un po’ di più. Ma basta accendere una radio, o ritrovarsi in auto in una sera d’inverno, perché quella voce torni a farci compagnia.
Chris Rea se n’è andato. La sua musica, invece, continua a viaggiare. E a riportarci, ogni volta, esattamente dove abbiamo bisogno di essere.


(c) 2019-2025 Wonderyou International Magazine - All Right Reserved.
Concept: Le Salon de la Mode  - Design:Luca Di Carlo

Free website hits

error: (c) 2019 Wonderyou Magazine - Tutti i Diritti Riservati