Giovedì il volo da Cuba. È vigile ma le condizioni restano delicate.
Dopo il malore dei giorni scorsi, l’ex deputato M5S potrebbe lasciare L’Avana il 3 settembre a bordo di un volo sanitario privato. La compagna Sahra Lahouasnia è arrivata a Cuba insieme a due medici del Gemelli. Ancora nessuna diagnosi ufficiale
Alessandro Di Battista potrebbe tornare in Italia giovedì 3 settembre. È la novità più importante arrivata oggi da Cuba, dove l’ex deputato del Movimento 5 Stelle è ricoverato da venerdì scorso dopo un grave malore.
Secondo quanto riferito da fonti informate citate dall’ANSA, i medici avrebbero dato il via libera al trasferimento. Si sta valutando anche la possibilità di anticipare il viaggio, ma organizzare in tempi così stretti un trasferimento sanitario dall’Avana a Roma non è semplice. Al momento, dunque, giovedì resta la data indicata per il possibile rientro.
La notizia arriva dopo giorni di grande preoccupazione. Fino a ieri le condizioni di Di Battista non avrebbero consentito di affrontare il viaggio. Ora, dopo nuove valutazioni, il quadro sarebbe compatibile con il trasferimento.
Questo non significa che la situazione sia risolta. Le sue condizioni restano delicate e, soprattutto, non è stata resa pubblica una diagnosi medica definitiva.
È vigile e continua a comunicare
Di Battista è ricoverato all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove era stato trasferito dopo il primo ricovero a Santa Clara.
È vigile e, per quanto possibile, continua a comunicare con l’esterno. In queste ore sono arrivate anche alcune sue attività sui social, un elemento che ha contribuito a rassicurare le persone che stanno seguendo la vicenda.
Non è però corretto interpretare questi segnali come un’indicazione precisa sull’evoluzione delle sue condizioni. Il quadro clinico rimane infatti riservato.
L’associazione Schierarsi, attraverso il presidente Luca Di Giuseppe, ha invitato nei giorni scorsi a non dare credito a notizie non confermate dalla famiglia. L’unico dato comunicato con chiarezza è che Alessandro è vigile, mentre sulla diagnosi non ci sono ancora informazioni certe.
Sahra è arrivata all’Avana
Nel frattempo, a Cuba è arrivata Sahra Lahouasnia, compagna di Di Battista e madre dei suoi figli.
Con lei sono arrivati anche due medici del Policlinico Gemelli, un neurochirurgo e un rianimatore, per valutare direttamente le condizioni dell’ex parlamentare e confrontarsi con i sanitari cubani.
La loro presenza è legata soprattutto alla possibilità di trasferirlo in Italia. Prima di affrontare un volo intercontinentale è infatti necessario verificare che il paziente sia abbastanza stabile e che il viaggio possa essere effettuato con un’adeguata assistenza sanitaria.
È proprio questo il passaggio che sembra essersi sbloccato nelle ultime ore.
Un volo sanitario per tornare a Roma
Il rientro dovrebbe avvenire con un volo sanitario privato, un’aeroambulanza attrezzata per permettere a Di Battista di essere seguito durante il viaggio. L’ipotesi del volo privato è riportata anche da diverse fonti che seguono la vicenda.
Nei giorni scorsi il governo italiano aveva messo a disposizione un aereo sanitario nel caso in cui le condizioni dell’ex deputato avessero consentito il trasferimento. Palazzo Chigi aveva chiarito fin dall’inizio che la decisione sarebbe spettata ai medici, sulla base delle condizioni cliniche e dei rischi legati al viaggio.
Di Battista ha però scelto di non utilizzare il volo di Stato. Il rientro dovrebbe quindi essere organizzato attraverso un volo sanitario privato, con il supporto logistico necessario.
Il malore a Cuba
Di Battista si trovava sull’isola per lavoro quando ha accusato un forte mal di testa e un malore. È stato ricoverato inizialmente a Santa Clara e successivamente trasferito all’Avana.
Secondo quanto riferito dall’ANSA nei giorni scorsi, al suo arrivo all’ospedale Hermanos Ameijeiras era lucido e aveva risposto alle domande dei medici. Da allora è rimasto sotto osservazione, mentre venivano effettuati ulteriori accertamenti.
Sul possibile problema che ha provocato il ricovero sono circolate diverse ricostruzioni, ma nessuna diagnosi definitiva è stata resa pubblica. È quindi ancora presto per stabilire con certezza quale sia la causa del malore.

La priorità è il rientro
A seguire la situazione, oltre ai medici cubani, ci sono ora anche gli specialisti arrivati dall’Italia e le persone più vicine a Di Battista.
La compagna è al suo fianco, mentre dall’Italia la Farnesina continua a seguire il caso. Anche il Movimento 5 Stelle ha mantenuto i contatti con la famiglia e con le autorità italiane. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva già confermato nei giorni scorsi l’impegno del governo per favorire il ritorno in Italia.
Sono ore ancora delicate, ma rispetto ai giorni scorsi c’è un elemento nuovo: il trasferimento sembra essere diventato concretamente possibile.
Se le condizioni resteranno stabili, giovedì 3 settembre Di Battista potrebbe quindi lasciare Cuba e fare ritorno in Italia.
Per ora è tutto quello che si può dire con certezza. La diagnosi resta riservata, il quadro clinico continua a essere monitorato e il viaggio dovrà essere confermato dai medici fino all’ultimo.
Ma dopo giorni di attesa, per la famiglia e per le tante persone che stanno seguendo la vicenda, la possibilità di rivederlo presto in Italia è certamente una notizia importante.
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