Per la sezione interviste, Wonderyou Magazine ha avuto il piacere di chiacchierare con Chiara Del Francia, una meravigliosa attrice, cantante e tanto altro ancora.
E: Raccontaci come si è svolta la preparazione per l’esibizione all’interno del concerto di Gerardo Di Lella.
C: La preparazione è iniziata all’inizio del 2024, in vista del primo concerto. Noi del coro abbiamo cominciato a studiare il materiale anche autonomamente, prima di incontrarci con l’orchestra al completo. Io, personalmente, studiavo mentre frequentavo l’accademia. Nei momenti di difficoltà, soprattutto sulle parti più complesse, ci siamo sempre sostenuti a vicenda.
E: Il concerto di Gerardo Di Lella all’Auditorium Parco della Musica, il giorno di Natale, è stato un evento molto intenso e coinvolgente. Qual è stato per te l’aspetto più significativo di questa esperienza?
C: È ancora surreale immaginarmi su un palco così maestoso e ricco di storia. Era la seconda volta che mi esibivo all’Auditorium con questo concerto: la prima volta avevo 22 anni e cantavo un solo brano. Questa volta, invece, ho avuto la possibilità di mostrare aspetti diversi della mia voce, cantando più spesso.

E: Considerando che sul palco erano presenti circa 90 artisti, qual è stata la difficoltà più grande da affrontare e come siete riusciti a superarla?
C: Una delle difficoltà principali è stata quella di non rifugiarsi nella propria individualità, ma di pensare all’insieme dei suoni. Nel coro, ad esempio, non possono esserci voci che spiccano sulle altre. Il maestro Di Lella ci ha seguiti con grande attenzione, curando ogni dettaglio, e il risultato finale ne è stata la prova.
E: Quali elementi ritieni fondamentali per rendere vincente una squadra artistica numerosa come la vostra?
C: Come in tutte le discipline artistiche, sono fondamentali l’ascolto e lo studio. Se ognuno riesce a mettere il proprio bagaglio personale al servizio della musica e degli altri, il risultato arriva naturalmente.
E: C’è uno strumento che avresti voluto suonare durante l’esibizione e che non faceva parte del tuo ruolo in scena?
C: Considerando che passo metà del concerto a guardare i percussionisti e il batterista, direi qualsiasi strumento della sezione ritmica, anche se in realtà so suonare la batteria solo molto poco.

E: Hai dei rituali o delle abitudini particolari nei giorni che precedono uno spettacolo o subito prima di salire sul palco?
C: Sono una persona molto scaramantica, soprattutto per quanto riguarda la voce. Nei giorni precedenti al concerto ho fatto uso di integratori, aerosol e altri accorgimenti per mantenere le corde vocali in perfette condizioni. Poco prima di salire sul palco, tra una foto e l’altra, mi prendo sempre un momento di solitudine per non disperdere le energie, concentrarmi e lasciare andare le ansie.
E: Da dove nasce la tua ricerca artistica e quali sono le principali fonti che alimentano il tuo percorso creativo?
C: Tutto è partito dai musical: ne ho visto il primo a otto anni e da lì ho iniziato a studiare canto, fino a specializzarmi nel teatro musicale. Credo che chi desidera mantenere vivo il proprio percorso creativo debba essere in continua ricerca di stimoli. Anche un evento apparentemente banale può diventare uno spunto artistico. Libri, film e musica sono sempre a nostra disposizione e ci regalano immagini che possono trasformarsi in canzoni, personaggi, dipinti o sceneggiature.
E: Quando ti trovi a interpretare un ruolo che inizialmente senti distante da te, come riesci a renderlo autentico e personale?
C: Quando un attore affronta un personaggio lontano da sé, deve trovare dentro di sé ogni briciolo di comprensione ed empatia. Altrimenti entra in gioco il giudizio, che è il grande nemico di ogni attore. Quando mi è capitato di interpretare ruoli antagonisti, ho cercato di non considerarli mai completamente sbagliati, ma di vederli come esseri umani, con pregi e difetti, proprio come me. Trovare vulnerabilità o emozioni comuni mi permette di rendere il personaggio autentico senza entrare in conflitto con i miei valori.

E: C’è qualche aneddoto dietro le quinte che racconta meglio il clima e lo spirito del gruppo?
C: Ormai sono due anni che ci incontriamo per questo concerto durante il periodo natalizio. I regali non bastano mai: anche quest’anno la nostra collega cantante Antonella ci ha sorpresi con tanti doni. Questo episodio racconta perfettamente il clima affettuoso e il forte spirito di gruppo che ci unisce.
E: Quali sono, secondo te, i principali pro e contro del mestiere dell’artista oggi?
C: Un grande vantaggio è sicuramente la possibilità, grazie ai social e alle piattaforme digitali, di raggiungere un pubblico molto più ampio. Il rovescio della medaglia è che oggi siamo davvero in tanti a voler fare questo mestiere e spesso chi ottiene maggiore visibilità è chi vive un breve momento di notorietà legato a un contenuto virale, per poi scomparire. Partecipando a eventi con registi e attori, mi colpisce sempre vedere quante persone siamo e quanto, a volte, il talento non coincida con la notorietà. Per questo mi rende felice vedere artisti preparati ottenere il riconoscimento che meritano.
E: Se potessi dare un suggerimento culturale o umano per affrontare al meglio il terzo millennio, quale sarebbe?
C: Per molti anni le generazioni si sono concentrate sull’apprendimento di nozioni pratiche per affrontare la vita. Oggi, però, ci rendiamo conto che spesso manca l’intelligenza emotiva, che porta a una carenza di empatia e gentilezza. In un futuro sempre meno prevedibile, credo sia necessario ripartire da piccoli gesti di umanità per vivere con maggiore serenità.
E: Se potessi rivolgerti alla Chiara adolescente, cosa le diresti oggi?
C: La mia adolescenza è stata particolare: ho lavorato in televisione per la serie di Disney Channel Sara e Marti dai 15 ai 18 anni e questo mi ha portato a cambiare spesso liceo. Alla me adolescente direi di non lasciarsi abbattere da questi cambiamenti. Anche se non avrà amicizie scolastiche stabili come altri, incontrerà molte persone simili a lei, capaci di farla crescere e brillare. Le direi anche di non dare troppo peso ai commenti degli altri: rimanere coerenti con sé stessi, con le proprie passioni e i propri obiettivi è ciò che conta davvero.
E: Guardando al futuro, quali progetti stai sviluppando e quali sogni desideri ancora realizzare?
C: Ho da poco iniziato a insegnare teatro, cosa che non avrei mai immaginato ma che mi sta regalando grandi stimoli. Parallelamente continuo a studiare recitazione e canto e a fare provini per i progetti che mi interessano. Per anni ho avuto un mio progetto musicale che avevo messo da parte, ma ora ho deciso di riprenderlo, quindi presto potrei pubblicare qualcosa di mio. Le mie priorità restano mantenere una serenità mentale e coltivare ogni giorno la mia passione, senza chiudermi a nuove esperienze.
Cerco notizie ad Ovest Nord Ovest, sono logorroica e amante dell’informazione. Mi occupo di comunicazione, Social Media e speakeraggio radiofonico, mi piacciono le parole perché ognuna di esse racchiude un significato specifico. Nella vita ho sempre cercato di fare più cose insieme per poter imparare e migliorare, ritengo che c’è sempre tempo per trovare le proprie passioni basta perseguire la propria strada!I miei hobby sono la cinematografia, la fotografia e lo sport soprattutto il nuoto e la boxe, almeno per il momento! Il mio posto preferito è sicuramente il mare dove poter fare introspezione e staccare la mente.




