Intervista a Emanuele Luperto, giovane content creatore e attore romano che a partire da questa sera, fino al 7 maggio porta in scena uno spettacolo divertente e profondo. Con una domanda finale che ci accomuna tutti.
Debutta questa sera a Roma, nello splendido Off/Off Theatre di via Giulia “Lato Finestrino”, lo spettacolo che vede per la prima volta in scena Emanuele Luperto, attore e content creator viralissimo sui social. Con la regia di Riccardo D’Alessandro, la direzione tecnica di Umberto Fiore, le scene di Angelo Bonanni e i costumi di Francesca D’Alessandro, prende forma la prima data, che segna l’esordio a teatro dell’attore romano, portando in scena un flusso ironico e divertente, rispettando così le istrioniche e caricaturali personalità dei personaggi, la moltitudine delle loro caratteristiche, interpretati tutti da lui, lasciando spazio anche a della sana introspezione.
Un volo di linea che diventa una metafora dell’umanità e dei suoi contrasti, dove ci sono ansie contemporanee e disuguaglianze sociali, espresse in un divario tra chi vola comodo in Business classe e chi un pò meno in economy. Emanuele porta in scena uno spettacolo in cui le sue molteplici personalità prendono vita e potere su di lui, a partire da Guadalupe, pilota brasiliana dell’aereo, Loocretia Van Soffren, ricca nobildonna chicchissima, la sua assistente romana Rosmary, l’avvocato partenopeo Eteocle Patennò e la sua signora Titina. Con questo ecosistema variegato il volo diventa metafora della vita e dei suoi contrasti, della moltitudine di umanità, della pluralità delle vite e quanto sono diverse e quanto uguali l’una dall’ altra. Ognuno porta con sé paure e ansie diverse tra loro. Ma con una domanda, che accomuna tutti noi: dove stiamo andando?
Ho cercato di capirlo intervistando proprio Emanuele.
Emanuele, Fortune ti ha inserito nella classifica delle 25 personalità più influenti del web 2026.
“Si.”
Possiamo definirti content creator?
“Certo.”
E anche attore.
“Si.”
Si può essere entrambi in modo egualitario?
“Credo di si, anche perchè se ci pensi, il mestiere del content creator è simile a quello dell’attore. In più, oltre a recitare, si è anche autori e montatori dei propri contenuti.”
La recitazione fa parte della tua vita da sempre?
“Si, recito da quando sono bambino. Lo raccontavo l’altro giorno in radio, il mio primo ruolo è stato quello della goccia d’acqua allo spettacolo di fine anno dell’asilo. Da lì ho capito che volevo recitare.”

Sui social sei seguitissimo con i tuoi virali scherzi telefonici. Ma le vittime perfette come le trovi?
“Mi scrivono in Direct persone proponendomi i loro amici e parenti. Mi dicono – ciao sono la mamma di Filippo, puoi fare uno scherzo a mio figlio?… – mi danno poi delle informazioni e io mi studio lo scherzo perfetto.”
Hai mai detto “ok a questa persona magari meglio di no”?
“Si, a volte evito se ci sono persone in cui magari intuisco che non è il caso.”
Hai mai fatto lasciare una coppia con i tuoi scherzi?
“Una volta ho chiamato una ragazza interpretando Guadalupe, e le ho fatto credere di essere stata con il suo fidanzato. Lei l’ha chiamato immediatamente, e lui le ha confessato un reale tradimento di cui io non sapevo nulla. Invece di girarci intorno lui ha sputato subito il rospo.”
Beh quindi sei stato molto utile a questa ragazza.
“Mi sono sentito anche molto una merda (ride, ndr.) ma sono anche rimasto in contatto con questa ragazza.”
Guadalupe è il personaggio che preferisci interpretare nei tuoi scherzi?
“No, mi piace interpretarli tutti. Lei è la parte più peperina, che fa litigare le coppie, appunto.”
La vedremo sul palco?
“Di lei sentirete solo la voce perchè sarà la coscienza di Emanuele, il protagonista, e lo guiderà durante tutto il volo.”
E come mai sarà proprio lei la coscienza?
“Perchè mette quella voce nella testa in cui ti dice: provaci, fallo. Ti spinge.”

Emanuele quindi necessita di una coscienza che lo sproni a vivere, a non avere paura.
“Esatto.”
Di che tratta lo spettacolo?
“Siamo dentro un aereo di linea che decolla verso una destinazione sconosciuta. Ai comandi la voce di Guadalupe, tra i passeggeri c’è Emanuele, io narrante della storia. Emanuele è un ragazzo terrorizzato dall’idea di volare, ma talmente affamato di mondo da voler affrontare le sue ansie in modalità zaino in spalla. Sarei io, anche se un pò romanzato. L’unico modo per superare questo volo è quello di entrare nella vita dei passeggeri intorno a lui. Lo spettacolo indaga due grandi temi: l’ansia contemporanea e le disuguaglianze sociali.”
Quanto c’è di autobiografico e quanto è osservazione degli altri?
“C’è molto di autobiografico, i personaggi sono tutti nati da me tramite ispirazione raccolta dalle persone che ho incontrato negli anni. Invece il terrore di volare, per fortuna nella vita non lo ho.”
Preferisci far commuovere o far ridere?
“Mi sento più credibile nel far ridere, l’ho sempre amato.”
Questo spettacolo ha come obbiettivo quello di far ridere e di far anche riflettere.
“Esatto.”

Torniamo ai tuoi personaggi. Anche loro avranno le loro paure e le proprie ansie. Di cosa ha paura per esempio Loocretia Van Soffren?
“Loocretia ha paura della morte, paura della morte nella misura in cui teme di perdere tutto quello che ha in vita. Vive una vita così comoda che non vuole perdere l’agio che ha.”
E la paura più grande di Emanuele (personaggio) ignorando quella di volare?
“Quella di provarci veramente. Il suo sogno è quello di diventare un attore ma ha paura di deludere, e ha tante aspettative su di sè.”
E la tua più grande paura, nella vita reale?
“Forse quella dell’oblio. La paura di fare un retro front su tutto quello che sto costruendo piano piano in maniera graduale nella mia vita. Direi questo.”
Filippo Moro è uno sguardo curioso sul mondo, capace di trasformare un pensiero in parola con ironia e riflessione. Appassionato di scrittura e osservatore attento della realtà che lo circonda, ama dare forma a ciò che accade, offrendo un punto di vista lucido, chiaro e mai scontato.



