Festival di Cannes 2026, ritorno dell’eleganza senza tempo

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da Demi Moore a Jane Fonda, la Croisette celebra le grandi icone

Cannes riparte dalle donne. Non dalle provocazioni, non dagli eccessi, né dalla ricerca ostinata dell’effetto scenico a tutti i costi. La 79ª edizione del Festival di Cannes si apre invece nel segno di un’eleganza più consapevole, fatta di presenza, personalità e memoria cinematografica.

Ad inaugurare la manifestazione è La Vénus Électrique, il nuovo film del regista francese Pierre Salvadori, interpretato da Anaïs Demoustier. Ma sulla Croisette, come spesso accade, il cinema finisce inevitabilmente per intrecciarsi alla moda, trasformando la tradizionale salita del Palais in uno dei rituali visivi più osservati al mondo.

E nella serata inaugurale emerge con forza un dettaglio tutt’altro che secondario: sono le grandi icone del cinema internazionale a dominare il red carpet.

 

Cannes 2026
Demi Moore in Jacquemus e gioielli Chopard – Photo by Stephane Cardinale – Corbis/Corbis via Getty Images

 

Su tutte Demi Moore, al debutto come giurata del Festival. Sessantatré anni, un portamento impeccabile e una presenza scenica che continua a imporsi senza bisogno di artifici. Per l’apertura sceglie un abito bianco firmato Jacquemus, scultoreo e luminoso, accompagnato da gioielli Chopard. Un look essenziale solo in apparenza, costruito invece su equilibri estremamente precisi: silhouette rigorosa, luce calibrata, nessun eccesso.

 

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Jane Fonda in Gucci custom e parure Pomellato al Festival di Cannes 2026 Earl Gibson III/Getty Images

 

Ma Cannes 2026 sembra soprattutto voler raccontare un’altra idea di glamour, lontana dalla rincorsa alla giovinezza ad ogni costo. Lo dimostra la presenza di Jane Fonda, che a ottantotto anni continua a incarnare una forma di eleganza autorevole e naturale. Per la cerimonia d’apertura l’attrice americana indossa un abito Gucci nero ricoperto di paillettes, completato da un’importante parure Pomellato. Eppure, più ancora dell’abito, colpisce la sicurezza con cui attraversa il tappeto rosso: senza ostentazione, senza ricerca dello stupore.

In fondo è questo uno degli aspetti che Cannes continua a preservare meglio di altri eventi internazionali: la centralità della presenza. Non soltanto l’immagine, ma ciò che un volto, un gesto o una storia personale riescono ancora a trasmettere.

 

Cannes 2026
Philippine Leroy-Beaulieu, in Saint Laurent by Anthony Vaccarello – Getty Images

Tra le presenze più eleganti della serata anche Philippine Leroy-Beaulieu, sofisticata in Saint Laurent by Anthony Vaccarello con un abito viola dalle linee teatrali, e Kelly Rutherford, che punta sull’eleganza misurata di Giorgio Armani.

 

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Kelly Rutherford in Giorgio Armani – 2026 Stephane Cardinale – Corbis

 

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Più discussa invece la scelta di Heidi Klum, apparsa con un abito color pesca firmato Elie Saab, romantico ma meno incisivo nell’impatto visivo sul red carpet della Croisette.

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Heidi Klum in Elie Saab . EPA/CLEMENS BILAN

 

Tra i look più convincenti anche quello di Poppy Delevingne, che recupera un abito vintage di John Galliano del 2007, confermando il ritorno di un’estetica che guarda sempre più agli archivi della moda anziché all’effetto immediato.

 

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Poppy Delevingne in John Galliano 2007 (Photo by Amy Sussman/Getty Images)

 

La sensazione, osservando questa apertura del Festival, è che Cannes stia lentamente tornando a privilegiare il peso della personalità rispetto alla semplice esposizione mediatica. E forse è proprio qui che si nasconde ancora oggi il fascino della Croisette: nella capacità di trasformare il red carpet non soltanto in una passerella, ma in un racconto di cinema, stile e tempo


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