La collezione sposa 2026 è un omaggio alla femminilità senza tempo
Un trionfo di bianco, arte sartoriale e suggestioni barocche: il 12 ottobre, a Portici, Gianni Molaro ha presentato la sua nuova collezione sposa 2026, “Stupor Mundi”, nella magnifica cornice della Reggia di Portici.
Una sfilata evento che ha coniugato spettacolo e moda, accolta da oltre seicento ospiti, tra cui il giornalista Alessandro Cecchi Paone, e aperta da un tableau vivant ispirato a riti antichi: un corteo di giovani con coroncine floreali, guanti bianchi e pantaloni in tulle che, al ritmo di un’Ave Maria remixata di Maria Callas, ha reso omaggio alla Vergine. Un momento simbolico e teatrale, culminato con l’incensazione del pubblico.
La collezione è un omaggio alla sposa moderna, sontuosa e lirica, ma anche consapevole. I cento abiti presentati si muovono tra geometrie scolpite e ricami preziosi, corsetti steccati e giochi di trasparenze, in una celebrazione del bianco assoluto che dialoga con i colori intensi della storica residenza borbonica.
Le silhouette spaziano dagli abiti a sirena ai modelli più romantici, impreziositi da fiori scultura, lavorazioni 3D e gli immancabili “abiti trasformabili”, cifra distintiva di Molaro: creazioni pensate per stupire, che cambiano forma durante il ricevimento, adattandosi a ogni fase della festa.

Grande attenzione è stata riservata anche ai dettagli: veli classici e in pizzo, alcuni ricamati a mano o rifiniti con piume; guanti lunghi e manicotti; acconciature gioiello che velano parzialmente il viso per creare un’aura di mistero. Ogni elemento concorre a costruire l’immaginario di una donna-icona, forte, angelica e consapevole della propria unicità.

Molaro ha voluto in passerella le sue storiche modelle degli anni ’90 e 2000, oggi splendide over 40, per lanciare un messaggio di inclusività che supera le convenzioni anagrafiche del fashion system. “Una donna che torna a sfilare a quasi cinquant’anni è meravigliosa”, ha dichiarato lo stilista. E, tra le sorprese, anche una madre in passerella insieme al proprio figlio, a rappresentare la continuità e la forza del legame familiare.

“L’età delle spose è cambiata” – ha spiegato Molaro – “Oggi molte donne scelgono di sposarsi in età più adulta, con una maggiore stabilità personale e professionale. Anche quando chiedono abiti meno tradizionali, il desiderio romantico resta, perché il sogno dell’abito da sposa non ha età”.
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