Per la sezione interviste, Wonderyou magazine ha avuto il piacere di chiacchierare con Giorgia Sbianchi, talentuosa modella
E: Raccontaci da dove nasce la tua passione per la moda?
G: Ho ancora questo ricordo impresso nella mente. Avevo circa 12 anni e rimasi profondamente colpita da un Victoria’s Secret Fashion Show. Vedevo queste modelle bellissime che sprigionavano felicità, entusiaste di trovarsi su quel set e su quella passerella. Ne rimasi affascinata e da allora ogni volta che assisto a una sfilata o mi trovo io stessa su una passerella, provo un’emozione intensa e indescrivibile.
E: Cosa vuol dire per te fare la modella?
G: Ti ringrazio per la domanda, Eleonora. Ampia ma al tempo stesso molto incisiva. Sai, spesso si tende a pensare (lo dicono anche alcune modelle) che sia un lavoro superficiale e semplice. Io non sono d’accordo. Essere una modella significa assumersi una responsabilità e riuscire a trasmettere un messaggio attraverso un abito, un accessorio o una posa fotografica, rispettando la visione dello stilista o del fotografo affinché il risultato sia realmente d’impatto.
E: Oggi quali difficoltà si incontrano nell’intraprendere questa professione?
G: Mi verrebbe da dire che ci sono quasi più difficoltà che opportunità. Anche se oggi abbiamo più strumenti per farci conoscere, si tende a credere che sia più facile; in realtà, questo comporta una concorrenza molto più elevata e quindi minori probabilità di essere selezionate. Se posso esprimere un pensiero personale, forse dovremmo recuperare in parte le metodologie di un tempo, quando si dava maggiore valore alla singola modella, capace di comunicare ed essere una vera icona anche solo con la propria immagine. Oggi questa dimensione si sta perdendo e spesso si ricercano volti e fisici indistinguibili tra loro. Un tempo affascinava la modella grintosa, anche se alta 170 cm, come la straordinaria Kate Moss. Oggi, se non si raggiunge almeno 176 cm, si rischia di non essere nemmeno prese in considerazione. D’altronde, comprendo anche le esigenze di uniformità e praticità da parte degli stilisti.
Come in ogni professione, le difficoltà esistono: in questo settore, in particolare, la sfida principale è mantenere al meglio il proprio aspetto fisico, seguendo uno stile di vita rigoroso e disciplinato. Restare nel giro richiede costanza, basta un passo falso per essere escluse. Tuttavia, con passione e determinazione, è possibile proseguire il proprio percorso con serenità.

E: Shooting particolari? Racconta i pro e i contro.
G: Mi diverte molto sperimentare: sono una persona creativa e talvolta cerco io stessa di ideare shooting originali. Una volta realizzai un servizio fotografico con un pappagallo, con il viso completamente truccato in tonalità accese che richiamavano il piumaggio dell’animale. Un altro shooting è stato particolarmente audace, dovetti salire su un muretto e, girandomi, sotto di me c’era il vuoto, a un’altezza considerevole, indossando tacchi di 12 cm. L’effetto finale, però, era straordinario, degno di una copertina.
I pro? Vedere risultati sorprendenti ed essere pienamente soddisfatti del proprio lavoro.
I contro? Rischiare, ad esempio, un morso da un pappagallo o di cadere nel vuoto con un abito di alta moda e tacchi vertiginosi. Ma, d’altronde, se non si osa ogni tanto, si rischia di perdere esperienze preziose e opportunità significative. Io sono una persona intraprendente e questo, se ben gestito, è sicuramente un punto di forza.
E: Il luogo più insolito in cui hai posato?
G: Non ho ancora posato in un luogo che definirei davvero insolito. Ho lavorato in contesti molto diversi, dalla montagna al mare. Tuttavia, una volta posai in un edificio abbandonato a Milano, per uno shooting in stile street style: il risultato è stato pazzesco… Ma posso dire… il luogo era decisamente inquietante.
E: Il tuo primo ricordo davanti alla fotocamera?
G: Avevo circa 16 anni e posai per una stilista che stava lanciando la sua prima collezione. Ricordo questi abiti leggeri e svolazzanti, i miei capelli mossi dal vento. Mi sentivo quasi invincibile, intoccabile su quel set. Le sensazioni provate e i complimenti ricevuti mi fecero capire che quella era la mia strada: “La moda.” Da quel momento, l’emozione davanti alla fotocamera è rimasta immutata. Sono rimasta fedele alla mia passione. Da un po’ mi sto dedicando anche alla recitazione e ne sto rimanendo affascinata.

E: L’evento più significativo a cui hai partecipato o sfilato?
G: Ogni evento, per me, rappresenta un’esperienza significativa e un valore aggiunto, ma alcuni momenti mi sono rimasti particolarmente nel cuore. Ho realizzato uno shooting molto interessante con il noto fotografo di moda Alberto Magliozzi che per primo mi ha notato e lavorare con un artista come lui mi ha permesso di apprendere moltissimo sul mondo della fotografia e dell’arte della moda.
Una sfilata a cui sono particolarmente legata è quella dedicata alla memoria di Silvia Nobili, una grande stilista scomparsa troppo presto. Indossare le sue creazioni e trasmetterne il significato è stata per me una grande responsabilità. In quegli abiti vive ancora la sua luce e la sua bellezza.
Ho inoltre partecipato a premiazioni importanti in onore di grandi attrici come la meravigliosa Monica Vitti e Virna Lisi, oltre a numerose kermesse di moda e cinematografiche. Ogni evento ha lasciato in me un segno profondo.
E: Che messaggio vorresti trasmettere alle giovani aspiranti modelle?
G: Di non avere timore di mostrarsi ed esprimersi: la personalità è ciò che viene realmente notato e può fare la differenza durante un casting. E di avere il coraggio di reinventarsi sempre, perché la vita sa essere sorprendente.
E: Possiedi qualche rito scaramantico prima di un grande evento?
G: Sono una persona piuttosto superstiziosa, ma non ho un vero e proprio rito scaramantico. Cerco piuttosto di rilassarmi, magari praticando qualche esercizio di respirazione che mi aiuti a mantenere la calma. Perché sì, l’ansia è normale in queste situazioni ed è giusto normalizzarla, ma la preparazione e la compostezza finiscono sempre per prevalere.

E: Sogni nel cassetto?
G: Credo sia arrivato il momento di far uscire questi sogni dal cassetto e iniziare a realizzarli. Sono convinta che ogni cosa abbia il suo tempo, ma senza mai perdere la determinazione. In questo momento della mia vita mi sento appagata. Sto esplorando il teatro, il cinema e la moda, dedicandomi a ciò che ho sempre amato, con il desiderio di dare e ricevere tanto.
Oggi sogno un film, di poter sfilare per un/una grande stilista e di costruire una carriera lunga e brillante. Per il resto, poter vivere facendo ciò che amo è già di per sé un sogno realizzato.
Devo ringraziare sinceramente il mio manager Avv. Emilio Capoano. La sua fiducia ed il suo supporto costante, contribuiscono ogni giorno alla mia crescita professionale, con sempre nuove prospettive professionali e l’opportunità di esprimere al meglio il mio percorso personale. Ho scelto con cura alcuni scatti, che sono il contributo di persone per cui nutro grande affetto e ringrazio per la realizzazione, tra cui: Sara Galimberti, Alberto Magliozzi, Fabrizio Tartaglia e Roberto Luciani. Entrare in sintonia tra artisti è fondamentale.
Infine, ma non per importanza, ringrazio molto te Eleonora e la redazione di Wonderyou magazine, per questa intervista, e avermi concesso la possibilità di raccontarsi e ripercorrere momenti di vita che rimangono sempre un’emozione profonda.
Cerco notizie ad Ovest Nord Ovest, sono logorroica e amante dell’informazione. Mi occupo di comunicazione, Social Media e speakeraggio radiofonico, mi piacciono le parole perché ognuna di esse racchiude un significato specifico. Nella vita ho sempre cercato di fare più cose insieme per poter imparare e migliorare, ritengo che c’è sempre tempo per trovare le proprie passioni basta perseguire la propria strada!I miei hobby sono la cinematografia, la fotografia e lo sport soprattutto il nuoto e la boxe, almeno per il momento! Il mio posto preferito è sicuramente il mare dove poter fare introspezione e staccare la mente.



