Giorgio Armani: l’addio poetico alla Milano Fashion Week

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Ogni cosa bella ha un inizio ed una fine. Perciò, in una serata che sembrava sospesa nel tempo, il cortile della Pinacoteca di Brera si è trasformato in un teatro di emozioni, intimo e al tempo stesso vibrante. Solo 700 ospiti selezionati hanno avuto il privilegio di assistere a un momento che resterà impresso nella memoria collettiva della moda.

Tra loro, volti iconici del cinema e della cultura come Cate Blanchett, Glenn Close, Richard Gere, Valeria Golino e Roberto Bolle. E poi, con gli occhi colmi di emozione, Antonia Dell’Atte: storica musa di Giorgio Armani, incarnazione vivente di quell’eleganza androgina che negli anni ’80 ha rivoluzionato il concetto stesso di femminilità.

 

Giorgio Armani

 

La collezione, articolata in 127 look, è stata accompagnata dal pianoforte poetico di Ludovico Einaudi, le sue note leggere come carezze su tessuti e silhouette. Un viaggio cromatico che parte dal leggendario “greige”, cifra distintiva della maison, per attraversare i toni pacati del verde salvia e del militare, accennare grafite e bagliori di lurex, fino a fiorire nei colori intensi del cobalto, del viola profondo, del blu notte.

Giorgio Armani
COURTESY OF GETTY IMAGES

Ogni abito, ogni tessuto sembrava raccontare un frammento dell’anima dello stilista: dai pantaloni in lino che sfiorano la pelle alle giacche che disegnano il corpo con dolce fermezza; dai completi in seta monocromatica agli abiti da sera impreziositi da cristalli e velluti densi come silenzi pieni di significato. Un’eleganza che non urla, ma incanta. Una bellezza che non passa, ma resta.

 

Giorgio Armani

 

Questa sfilata non ha rappresentato solo la chiusura della Milano Fashion Week: è stata un passaggio simbolico, quasi rituale. La mostra “Milano, per amore”, allestita nella stessa Pinacoteca, celebra mezzo secolo di visione e coerenza, di grazia mai ostentata.

Giorgio Armani

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Giorgio Armani non ha semplicemente vestito le persone: ha scritto, con ago e tessuto, una delle più delicate e profonde lettere d’amore alla moda italiana.

 

 

La Milano fashion week é terminata e si é difesa benissimo dalla monotonia e dalla difficoltà che il sistema moda sta affrontando.
Dunque, un grande applauso al glamour, allo charme e alla bellezza irresistibile.


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