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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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Il 25 novembre si celebra la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne ma in pochi sanno che l’Onu nel 1999 ha scelto questa data perché, nel 1960, in Repubblica Domenicana fu il giorno in cui vennero uccise PatriaMinerva e Maria Teresa Mirabal per aver combattuto il regime autoritario di Rafael Trujillo.

La storia delle “mariposas” è importante per tutti noi: “sono simbolo della dignità della donna e dell’impegno per la democrazia”. In questa giornata, sono tante le attività e gli eventi per evidenziare il dramma che affligge la nostra società, basti solo pensare ai dati statistici che confermano un incremento degli atti di violenze sulle donne. 

Dall’1 gennaio al 21 novembre di quest’anno in Italia sono stati commessi 263 omicidi, con 109 vittime donne di cui 93 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 63 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. 

Sergio Mattarella, a tal proposito dichiara: «In molti casi la violenza contro le donne supera il rapporto di coppia e si riversa anzitutto sui bambini, ma anche su altri familiari, amici e persone che tentano di intervenire per arginare questa folle spirale.

In tutti i casi, la violenza contro le donne è decisamente un fallimento della nostra società nel suo insieme, che non è riuscita, nel percorso di liberazione compiuto dalle donne in quest’ultimo secolo, ad accettare una concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia». 

L’unica via percorribile per tentare di arginare questi atti di violenza risiede nell’educazione:

 «Per uscire da questa spirale è necessario educare: educare al rispetto, educare alla parità, educare all’idea che mai la forza può costituire uno strumento di dialogo. Già nelle famiglie si deve diffondere questa educazione e poi nelle scuole, fin dalla prima infanzia». 

Parole sagge e nobili, quelle del nostro Presidente della Repubblica, ma che inevitabilmente mi portano a fare un’attenta riflessione. Mi chiedo, perché il numero delle donne uccise non scende, nonostante le campagne di sensibilizzazione e l’attenzione dei media al tema.

Mentre gli omicidi diminuiscono, i numeri dei femminicidi e degli altri reati violenti sulle donne restano inchiodati. Cosa bisognerebbe fare, realmente, perché la violenza diminuisca (e con essa, anche i numeri dei femminicidi)? 

Abbiamo bisogno di nuove misure normative? 

Personalmente non credo. Analizzando il tutto direi che le leggi ci sono, ma il problema rimane la loro attuazione.  

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Il punto non è quindi la difficoltà di punire o l’assenza di leggi, ma è la sottovalutazione della pericolosità della violenza maschile, della gravità delle condotte e dell’entità dei danni provocati, da cui derivano sentenze che applicano pene irrisorie e riconoscono attenuanti negate dai fatti.

Quindi per cui, direi di applicare in modo più rigido le leggi vigenti, non sottovalutando le segnalazioni di donne che spesso rivelano una morte annunciata. 

Noi della redazione di WonderYou, crediamo e lottiamo per una società ed un mondo migliore. 

Gabriella Chiarappa

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