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Il golf è “donna”: in Italia la giovane promessa è Siria Ballini

Il golf è “donna”: in Italia la giovane promessa è Siria Ballini

Siria Ballini

Chi l’ha detto che il Golf è uno sport è maschile?

I golfisti sono di qualsiasi aspetto e dimensione. Non è necessario essere particolarmente forti, alti, magri o veloci per avere successo. I campioni di golf sono disponibili in tutte le forme e dimensioni immaginabili. Non è mai troppo presto per iniziare e, a differenza di molti altri sport, puoi goderti il golf per tutta la vita. Oggi abbiamo il piacere d’incontrare per la nostra redazione, una giovanissima giocatrice di soli 12 anni e il suo maestro Federico Malossini.

Il nome di questa adolescente promessa è Siria Ballini e ha tutte le carte in regola per diventare una grande campionessa di “golf “.

Siria, quando e come nasce la tua passione per il golf?

R.: Ho iniziato a Is Arenas, in Sardegna, avevo tre anni e dal primo drive ho capito che era il mio sport!

In un mondo dove è di consuetudine l’uso dei videogiochi e degli smartphone, quanto è importante per te aver scelto di praticare uno sport che ti offre il contatto con la natura per un’intera giornata?

R.: Il motivo principale per cui mi piace il golf non è il contatto con la natura. Quando faccio una gara mi sembra di essere in una bolla di sapone perché sono solo io e la pallina, non io e la natura, mi sento bene con me stessa. Certo, il golf mi da anche l’occasione di vivere in un contesto splendido, verde e molto vario.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato in questo sport?

R.: Quando ero alle elementari, uscivo tutti i giorni da scuola alle 16,45, era complicato trovare il tempo per gli allenamenti. In inverno inoltre diventava subito buio. Con il brutto tempo diventava ancora più difficile. Organizzarsi, quindi, forse è la cosa più complicata.

Quante ore di allenamento dedichi alla settimana?

R.: dalle 7 alle 9 ore e mezza.

Quanto è importante avere un buon maestro?

R: E’ fondamentale. Un buon maestro per me deve essere sincero nel giudicare. Deve capire quando ho bisogno di un suo consiglio e quando, al contrario è meglio lasciarmi riflettere da sola. Deve darmi la libertà di sperimentare, ma essere sempre pronto a capire l’aiuto che mi serve. Un allenatore che mi dice sempre “brava” non mi aiuterebbe tanto. Anche io, come atleta, devo saper dare le mie idee e sensazioni. Insomma, io e il mio allenatore dobbiamo essere una squadra.

Chi ti segue attualmente? 

R.: Federico Malossini.

Il tuo sogno nel cassetto?

R.: Per il momento è vincere i nazionali under 12. Per il futuro mi piacerebbe firmare autografi (ho già la firma pronta!) sui capellini e sulle palline dei bimbi!!! Ovviamente LPGA TOUR e giacca verde!!!

Federico Malossini

Ci sono delle caratteristiche per poter riconoscere un talento in questo Sport?

R.: Le caratteristiche principali per riconoscere un talento vanno ricercate soprattutto a livello mentale: la capacità di concentrarsi su ogni colpo,la velocità nell’apprendere quello che dice il maestro e soprattutto la voglia di sacrificarsi.

Il golf è uno sport che richiede tanto allenamento e alla lunga il duro lavoro può battere il puro talento che non viene allenato

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Quali qualifiche deve avere un maestro di golf?

R.: Un maestro di golf in Italia deve aver frequentato la Scuola Nazionale a Roma ed essere iscritto alla PGAI.

Un buon maestro deve essere sempre aggiornato sui nuovi materiali,sulle nuove tecniche di allenamento e conoscere al meglio i software per l’analisi del colpo e dello swing.

C’è un albo che vi identifica? 

R.: Sul sito della FIG si possono trovare tutti i maestri abilitati ad esercitare la professione sul territorio italiano. Purtroppo gli abusivi sono una piaga sempre più diffusa.

4) Un buon maestro, per ogni allievo studia un metodo di apprendimento che lo accompagni nel miglioramento della pratica del golf, qual è la sua opinione in merito?

Credo che un buon maestro debba avere un proprio “stile”, però credo anche che un buon maestro debba essere in grado di capire chi si trova davanti; quindi creare uno swing e un tipo di allenamento in base alle caratteristiche fisiche, l’età, il tempo a disposizione e gli obiettivi dell’allievo.

Nel 2022, il terzo evento più seguito al mondo il “RYDER CUP”, la gara tra Europa e Stati Uniti, si terrà in Italia esattamente a Roma.  Questa grande conquista che significato ha per il golf italiano? 

R.: La RYDER CUP per chi ama il golf è sicuramente il torneo più emozionante. I 12 migliori giocatori europei contro i 12 migliori giocatori statunitensi. Cosa puoi chiedere di più?!

Credo che sia una grossa possibilità per il golf italiano. La federazione dovrà sfruttare al massimo questo evento per far conoscere il golf in Italia. È un evento che dovrà entrare in tutte le case degli italiani tramite i media, i social…con tutti i mezzi di comunicazione insomma.

Penso che sia fantastico che venga giocata in Italia, ma non bisogna commettere l’errore di farlo sapere solo ai golfisti.

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