Wild Horse Nine di Martin McDonagh accende Venezia 83. Ma al Festival arrivano anche Werner Herzog con Kate e Rooney Mara, Orlando Bloom e il cinema italiano di Gianni Amelio. Tra grandi interpreti, nuovi film e glamour, la Mostra entra nel vivo.
Il secondo giorno di Venezia 83 ha avuto il volto di John Malkovich.
Un attore che non ha mai avuto bisogno di somigliare a nessuno e che, a 72 anni, continua a portare sullo schermo quella combinazione di inquietudine, ironia e imprevedibilità che lo ha reso uno degli interpreti più riconoscibili del cinema internazionale.
Alla Mostra è arrivato con Wild Horse Nine, il nuovo film di Martin McDonagh, in concorso, accompagnato da un cast che parla da solo: Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.

Malkovich interpreta Chris, uno dei due agenti della CIA inviati sull’Isola di Pasqua poco prima del colpo di Stato cileno del 1973. Una storia in cui politica, passato e responsabilità individuali finiscono inevitabilmente per incontrarsi.
A colpire è ancora una volta il modo in cui Malkovich abita i suoi personaggi. Gli bastano un’espressione, una pausa, quella capacità di lasciare sempre qualcosa di irrisolto.
Anche sul tappeto rosso ha mantenuto la sua cifra personale, scegliendo un’eleganza lontana dalle formule più prevedibili delle grandi première.

Kate e Rooney Mara, sorelle sullo schermo e nella vita
Un’altra immagine destinata a rimanere è quella di Kate e Rooney Mara insieme a Venezia.
Le due sorelle sono protagoniste di Bucking Fastard di Werner Herzog, dove interpretano due donne unite da un rapporto quasi simbiotico, capaci di parlare all’unisono, condividere sogni e persino l’amore per lo stesso uomo.
Il fatto che a interpretarle siano due sorelle anche nella vita aggiunge inevitabilmente qualcosa al racconto e rende ancora più interessante osservarne la complicità sullo schermo.

Con loro Orlando Bloom e Domhnall Gleeson, mentre dietro la macchina da presa c’è Herzog, che a 83 anni continua a cercare storie fuori dall’ordinario e personaggi difficili da racchiudere in una definizione.
L’arrivo di Orlando Bloom ha poi richiamato i fan, mentre Kate e Rooney Mara hanno portato sul red carpet due interpretazioni differenti dell’eleganza, senza rinunciare a quella naturale sintonia che le lega.

Alessandro Borghi e Valeria Golino: l’Italia di Gianni Amelio
Spazio anche al cinema italiano.
Fuori concorso Gianni Amelio ha presentato Nessun dolore, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
Al centro della storia c’è Davide, interpretato da Borghi, un trentenne romano che vende libri. La sua quotidianità viene sconvolta quando un bambino arrivato dal Nordafrica entra improvvisamente nella sua vita.

Da quell’incontro Amelio torna a interrogarsi su temi che attraversano da tempo il suo cinema: l’accoglienza, la responsabilità verso l’altro, il rimorso e la possibilità di cambiare.
Borghi e Golino hanno accompagnato il film tra conferenza stampa, photocall e première, confermando una presenza italiana importante in una giornata fortemente internazionale.

Matilda De Angelis e le altre storie della Mostra
Venezia, però, non vive soltanto del concorso e della Sala Grande.
Tra i volti italiani c’è stata anche Matilda De Angelis, protagonista di Balcanica di Nicola Sorcinelli alle Giornate degli Autori.
Nel programma hanno trovato spazio inoltre Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei e Too Much Sugar di Robert Greene nella sezione Orizzonti, insieme agli appuntamenti della Settimana della Critica.
Titoli e linguaggi differenti che raccontano una parte fondamentale del Festival: quella che spesso rimane lontana dai flash più potenti, ma che permette di scoprire nuovi autori, prospettive e modi di fare cinema.

Quando Venezia incontra la moda
E poi c’è il glamour, parte ormai inseparabile dell’immaginario veneziano.

Sul tappeto rosso sono arrivate anche Kendall Jenner, Vittoria Ceretti e Mariacarla Boscono, riportando sotto i riflettori quel dialogo tra cinema e moda che ogni anno accompagna la Mostra.

Kendall Jenner ha scelto un abito vintage Giorgio Armani del 1995, mentre Vittoria Ceretti ha puntato su Giorgio Armani Privé.
Venezia riesce anche in questo: nello spazio di una sera, un film, un interprete e un abito possono entrare nello stesso racconto senza necessariamente contendersi il centro dell’immagine.
Una giornata, molte storie
Herzog e le sorelle Mara. McDonagh con Malkovich, Rockwell e Buscemi. Amelio con Borghi e Golino. Orlando Bloom, Matilda De Angelis. E poi la moda, che a Venezia continua a intrecciarsi naturalmente con il cinema.
È questo, forse, il bello della Mostra: basta voltare lo sguardo perché stia già cominciando un’altra storia.
E in una giornata così ricca di presenze importanti, John Malkovich è riuscito ancora una volta a sorprenderci.
Salve sono una manager esperta in comunicazione, che punta sull’innovazione e la ricerca, il mio settore è legato alla sfera moda anche se la mia cultura e il mio spirito di osservazione mi portano ad avere sfaccettature che sinergicamente si avvicinano all’arte, alla musica e a tutto ciò che svela la nuova tendenza. Adoro il mondo del Fashion che coltiva la cultura e le tradizioni: incantata dalla genialità di un Alexander McQueen e dall’eleganza innovativa di un Jean Paul Gaultier. Sono una sognatrice autentica che crede che le passioni sono l’alimento per concretizzare i sogni, amo viaggiare,visitare musei, conoscere e documentarmi sempre….









