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L’arte del restauro: stile “Shabby Chic” di Chiara Gandini

L’arte del restauro: stile “Shabby Chic” di Chiara Gandini

L’universo del restauro non è affatto noioso, soprattutto perché non smette mai di sorprenderci, o meglio non si può mai sapere chi varcherà la porta di chi se ne occupa realmente.

Ed è per questo che oggi incontriamo un’appassionata del restauro, Chiara Gandini, colei che ha saputo trasformare il suo hobby in un lavoro divertente e stimolante. 

Chiara, quando si è appassionata all’arte del restauro? 

Sin da bambina ho sempre amato l’arte in generale: disegnare, dipingere, creare. Ho fatto quadri con personaggi di Walt Disney, orologi in ceramica, lampade ricoperte di sabbia, ecc., mentre ora mi dedico alla rivisitazione di mobili utilizzando un mio “particolare” stile shabby chic.

Non posso assolutamente dire di essere una restauratrice, non possiedo né titoli, né ho frequentato corsi di formazione, sono solo un’autodidatta spinta dalla propria passione.

Cosa ci vuole per restaurare un mobile antico?

Per restaurare un mobile antico ci vuole soprattutto tanta pazienza. Bisogna togliere maniglie, pomelli, fregi, cassetti, pulire bene il mobile con acqua e bicarbonato o ammoniaca, fargli il trattamento antitarlo (essendo un mobile antico), aggiustare buchi, crepe, rotture varie usando appositi prodotti, carteggiarlo, verniciarlo, per poi decidere quale tecnica decorativa utilizzare   secondo lo stile che si vuole applicare per riuscire a donargli una seconda vita. In ultimo passare una finitura affinché il mobile sia sempre protetto.

Come restaurare un mobile con i tarli?

Ci sono vari metodi per restaurare un mobile con i tarli. Io solitamente utilizzo un prodotto antitarlo a base di permetrina. Prima passo tutto il mobile con il pennello, poi inietto il prodotto direttamente nei buchi con una siringa, quindi sigillo bene tutto il mobile con un telo di plastica e lo lascio così sigillato per un paio di settimane.

Trascorso questo tempo, tolgo il telo di plastica e lascio il mobile all’aperto cosicché possa disperdersi tutto l’odore del prodotto. Dopo qualche giorno se non vedo più vicino al mobile della segatura, segno della presenza di tarli, riempio tutti i buchi con della colla vinilica e infine li stucco usando dello stucco per legno. Quando lo stucco è indurito bene, carteggio e così può incominciare il processo di verniciatura.

Quali solo difficoltà maggiori quando si restaura un mobile?

Le maggiori difficoltà secondo me, si incontrano soprattutto nelle fasi iniziali quali la sverniciatura, il trattamento antitarlo, la stuccatura e il ripristino di eventuali rotture o parti mancanti. Sono passaggi che richiedono molto tempo e molta pazienza.

Quali sono, invece, le soddisfazioni maggiori?

Le soddisfazioni maggiori le ottengo, quando scelgo le immagini con cui decorare un mobile, immagini che poi applico mediante la tecnica di trasferimento manuale dei colori, che è una tecnica molto più lunga e più delicata degli stencil o del decoupage, ma che io prediligo, sia, e soprattutto, quando osservo il lavoro finito: riesco a dimenticare il tempo e la fatica che sono serviti per poter ottenere quel risultato.

Dare una seconda vita e un nuovo look a un mobile destinato alla discarica è un’esperienza bellissima e si contribuisce anche al riciclaggio e alla diminuzione dello spreco!

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Qualche consiglio a chi vuole intraprendere l’arte del restauro di mobili?

Non penso di poter dare consigli a nessuno, anche perché penso di avere moltissime cose ancora da imparare pure io…Posso solo dire che è importante seguire le proprie passioni, coltivarle sempre e continuare a fare ciò che ci rende felici, come del resto sto cercando di fare anch’io.

Chi sono i suoi principali clienti? 

Non essendo una restauratrice professionista, ma solo una persona che cerca di fare del suo meglio nel tempo libero, non posso dire di avere dei clienti nel vero senso della parola, ma piuttosto amici, familiari e persone che osservano i miei mobili su marketplace o su altri siti gratuiti.

Però mi piacerebbe davvero molto che questo potesse diventare un vero e proprio lavoro per me, non avrebbe importanza se in proprio o alle dipendenze di qualcuno, sarebbe bellissimo potermi dedicare solo all’arte, non chiederei di meglio dalla vita. Purtroppo ad oggi economicamente non posso permettermi di vivere di arte, posso dedicarmici solo come hobby, ma chissà…magari un giorno le cose cambieranno. Io comunque continuerò a inseguire il mio sogno !!!

Writer
Camilla D’Agostino

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