Sulla monumentale Terrazza dei Paesaggi di Palazzo Colonna, Luluredgrove e LMP Accessori presentano la collezione Autunno-Inverno 2026/27: un racconto di moda, artigianalità e femminilità contemporanea ispirato alle donne che hanno cambiato la storia.
Ci sono luoghi che non fanno semplicemente da sfondo alla moda: ne diventano parte integrante, amplificandone il significato. È accaduto lunedì 14 settembre a Palazzo Colonna, dove la settecentesca Coffee House e, per la prima volta, la monumentale Terrazza dei Paesaggi hanno accolto la presentazione della collezione Autunno-Inverno 2026/27 di Luluredgrove e LMP Accessori.
Una scelta scenografica e insieme simbolica, quella di portare un’intera sfilata sulla terrazza del celebre palazzo nobiliare romano, trasformando un luogo storico in un palcoscenico contemporaneo.
Il défilé, con la regia di Daniela Palese Acampora, è stato presentato da Elena Parmegiani, Direttore Eventi della Coffee House e della Galleria del Cardinale Colonna di Palazzo Colonna e giornalista di moda e costume.
Al centro della serata, una precisa idea di lusso: non quello della serialità e della riconoscibilità immediata, ma quello della rarità, della manualità, della cura e della possibilità di indossare qualcosa pensato realmente per sé.
In un sistema della moda sempre più affollato da collezioni replicate e da un lusso spesso standardizzato, Luluredgrove e LMP scelgono infatti una strada diversa. Una sorta di resistenza estetica affidata all’artigianalità italiana, alla personalizzazione e a un rapporto diretto con la cliente.
La moda come gesto personale
Il mondo Luluredgrove nasce intorno a una concezione quasi sartoriale del lusso. Il pubblico a cui si rivolge è colto e selettivo e cerca nell’abito non soltanto un’immagine, ma l’esperienza di una manifattura unica.
A partire dal campionario stagionale, ogni cliente può scegliere modello, peso della seta, vestibilità e stampa. I tessuti — tra cui seta Tripla A stampata ad alta risoluzione a Como — arrivano in laboratorio in piccoli lotti, ciascuno recante il nome della cliente a cui è destinato.

Da quel momento entra in scena il lavoro delle sarte specializzate, che modellano il capo sulle misure personali all’interno di piccoli laboratori del Centro Italia.
È una filiera che restituisce valore al tempo e al gesto manuale e che racchiude una filosofia precisa: un progetto “fatto dalle donne per le donne”, capace di intrecciare moda, imprenditorialità femminile e dignità del lavoro artigianale.
Le donne che hanno cambiato la storia
La collezione Autunno-Inverno 2026/27 nasce da un immaginario femminile potente. A ispirarla sono alcune delle donne che, attraverso la politica, l’arte, la scrittura e la scienza, hanno lasciato un segno profondo nella storia: Giovanna d’Arco, Rosa Parks, Simone de Beauvoir, Frida Kahlo, Marie Curie, Coco Chanel e Oriana Fallaci.
Figure diversissime tra loro, unite da una medesima attitudine: la capacità di affermare la propria identità e di confrontarsi con il proprio tempo senza arretrare.

Le loro personalità vengono tradotte in silhouette, proporzioni, materiali e dettagli.
Il cappotto militare in cachemire e seta da equitazione guarda a Giovanna d’Arco e alla sua iconografia guerriera. L’abito doppiopetto in seta crêpe stretch, lungo al ginocchio e dalla vestibilità impeccabile, rende omaggio alla fermezza di Rosa Parks.
Il tailleur maschile in lana merino stretch, dalla giacca fortemente costruita, richiama invece il rigore intellettuale di Simone de Beauvoir. E poi Frida Kahlo, evocata attraverso gonne ampie, camicie con collo a U e stampe dai colori vibranti.
Una femminilità che non ha bisogno di essere addolcita: è strutturata, consapevole, colta.
Anche la scelta dei materiali segue questa filosofia. Fibre naturali di eccellenza, sete pregiate, lane merino ultra-fini e cachemire provenienti da prestigiosi produttori tessili italiani e inglesi costruiscono una collezione in cui la qualità della materia diventa parte integrante dell’estetica.

A interpretare le creazioni Luluredgrove e LMP Accessori in passerella è stata Valentina Bivona, giovane attrice della fiction “I Cesaroni”. Tra le protagoniste della sfilata anche l’ex Miss Roma Beatrice Mazzoni.
LMP, l’armatura diventa accessorio
Il racconto prosegue negli accessori firmati da Petrana Colesanti per LMP, in un dialogo ideale con la collezione Luluredgrove.
Anche qui il punto di partenza sono le grandi donne e la loro capacità di trasformare forza e determinazione in identità.

Le cinture alte avvolgono il corpo come moderne armature. Un richiamo a Giovanna d’Arco che trasforma un accessorio tradizionalmente femminile in un elemento di carattere, protezione e affermazione.
Accanto a queste, una cintura interamente ricamata, regolabile e componibile, porta all’estremo l’incontro tra artigianalità, eleganza e libertà.
I bracciali, nelle versioni da otto e cinque centimetri, assumono la forma di contemporanei polsini e richiamano ancora una volta l’idea dell’armatura, raccontando una femminilità forte, consapevole e luminosa.
La nuova collezione introduce inoltre due modelli di borse.
Cube, ampia e decisa, interpreta una donna dinamica e contemporanea. Serpent, trasformabile e indossabile in due modi differenti, accompagna invece la giornata seguendo i diversi momenti della vita femminile, dal giorno alla sera.
Cabochon e cristalli aggiungono luce e materia al racconto. I primi evocano la resilienza e la compattezza di donne capaci di attraversare il proprio tempo senza perdere la propria identità; i secondi ne raccontano simbolicamente la luce interiore.
La palette si amplia con nuove tonalità — rosso, antracite, blu e testa di moro — accostate ai colori iconici del brand: nero, burgundy, viola e denim. Ne nasce una gamma cromatica intensa, sofisticata e profondamente contemporanea.
Due storie creative, un unico linguaggio
Dietro Luluredgrove e LMP ci sono due percorsi creativi differenti ma sorprendentemente affini.
Giuliana Civello, Luluredgrove, è una designer italo-neozelandese nata a Bologna. Dopo gli studi di Architettura in Italia e un Master al Pratt Institute di New York, si afferma nel design del mobile, ricevendo riconoscimenti da Surface Magazine ed esponendo da Romeo Gigli a Milano.
A New York entra nel mondo della moda collaborando con Catherine Malandrino, prima di fondare ICOT, showroom multimarca dedicato al mercato americano.
Il ritorno a Roma segna una nuova fase. Nel 2016 nasce Luluredgrove, il cui nome racconta una storia profondamente personale: i primi prototipi vengono infatti rifiniti cucendo le etichette dell’uniforme scolastica della figlia, Lulu Redgrove.
Dal 2018 Daniela Acampora entra nel team come event planner, organizzatrice delle sfilate e coordinatrice della stampa e delle clienti.
Petrana Colesanti, LMP, è la stilista e anima creativa della linea di accessori. La sua collezione traduce l’ispirazione alle grandi figure femminili in pezzi caratterizzati da un’elevata cura manifatturiera.
Attraverso l’uso di ricami, dettagli metallici, cabochon e cristalli, la designer costruisce un dialogo con gli abiti, esaltando una femminilità forte, consapevole e profondamente contemporanea.
Un lusso che sceglie il tempo
Luluredgrove e LMP condividono anche una scelta precisa sul piano distributivo: non seguire le logiche della grande distribuzione.
La crescita dei due brand passa attraverso il passaparola, il rapporto personale e la fidelizzazione delle clienti. Le collezioni vengono distribuite direttamente nello showroom privato di Roma e presentate attraverso eventi privati ed esclusivi a Bruxelles, Lugano, Ginevra e negli Stati Uniti.
Dopo il successo della sfilata dello scorso aprile alla Galleria del Cardinale Colonna, l’appuntamento di settembre torna dunque a Palazzo Colonna, consolidando un dialogo ormai naturale tra la moda dei due brand e la straordinaria storia del luogo.
Oltre trecento ospiti hanno assistito alla presentazione, tra cui le principesse Jeanne Colonna, Laurentia Colonna, Isabella Orsini de Ligne-La Trémoïlle e Victoria Rebecca Romanoff, il granduca George Mikhailovich Romanov, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, le attrici Jane Alexander, Lidia Vitale, Milena Miconi, Fanny Cadeo, Caterina Gramaglia e Alessia Fabiani, la socialité Veronica Pesci e la cantante Giò Di Sarno.
Una serata in cui passato e presente si sono incontrati senza sovrapporsi: da una parte l’architettura settecentesca di Palazzo Colonna, dall’altra una moda che rivendica il valore della materia, della sartorialità e dell’unicità.
Perché, in un’epoca in cui tutto può essere riprodotto, il vero lusso sembra essere tornato a coincidere con ciò che non può essere replicato: il tempo, il gesto della mano e la storia personale di chi lo indossa.
Crediti:
make up and hair: Simona Augieri
photo: Claudia Frijio
Cerco notizie ad Ovest Nord Ovest, sono logorroica e amante dell’informazione. Mi occupo di comunicazione, Social Media e speakeraggio radiofonico, mi piacciono le parole perché ognuna di esse racchiude un significato specifico. Nella vita ho sempre cercato di fare più cose insieme per poter imparare e migliorare, ritengo che c’è sempre tempo per trovare le proprie passioni basta perseguire la propria strada!I miei hobby sono la cinematografia, la fotografia e lo sport soprattutto il nuoto e la boxe, almeno per il momento! Il mio posto preferito è sicuramente il mare dove poter fare introspezione e staccare la mente.











