Ci sono serate che non si raccontano: si ricordano.
La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è stata una di quelle. San Siro avvolto dalla luce, Milano che guarda Cortina e l’Italia intera che, per una notte, si riconosce in un unico battito.
A dare il via ai Giochi è Giovanni Malagò, con parole che non hanno il tono del protocollo, ma quello della verità.
«Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano». Una frase che attraversa lo stadio e arriva lontano. Malagò parla di equilibrio, di arte, di vita e di sport che si intrecciano fino a diventare valore condiviso. Ricorda che lo sport è una famiglia universale, un luogo dove le differenze si trasformano in forza.

“Atleti, ora tocca a voi”
Il passaggio più sentito è dedicato a chi renderà questi Giochi indimenticabili. Gli atleti. Non solo campioni, ma uomini e donne chiamati a rappresentare molto più di una gara. «Ora tocca a voi», dice Malagò. E poi, rivolgendosi agli azzurri, lascia andare l’emozione: «Sono orgoglioso di voi». In quel momento lo stadio si stringe, come fa una comunità quando si riconosce.

La voce dello sport che parla al mondo
Il testimone passa a Kirsty Coventry, ex atleta e oggi Presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Il suo invito è essenziale e potente: lasciare che la fiamma diventi luce condivisa, capace di unire oltre ogni confine.

L’atto istituzionale
Poi arriva il silenzio solenne che accompagna l’ingresso del Sergio Mattarella. Con la dichiarazione ufficiale di apertura dei Giochi, le luci si abbassano e scorrono le immagini del viaggio della fiamma: 72 giorni attraverso l’Italia, decine di città, piazze, volti. Perché la fiamma non è solo un simbolo: è speranza che cammina.

L’inno che unisce
A dare voce a questo sentimento è Laura Pausini, che interpreta l’inno in uno dei momenti più intensi della serata. Lo stadio si ferma, il pubblico ascolta in piedi. È un canto che diventa memoria collettiva, un abbraccio sonoro capace di unire generazioni e territori sotto gli stessi colori.
La sorpresa che non ti aspetti
Subito dopo, a rompere la solennità arriva una delle sorprese più riuscite della cerimonia: Sabrina Impacciatore. La sua apparizione è intensa, teatrale, profondamente umana. Un momento fuori dagli schemi che resta impresso, ricordando quanto l’arte sappia parlare quando lo fa senza clamore.

Musica e memoria
Sulle note immortali di Nessun dorma, nella voce di Andrea Bocelli, entrano in scena Beppe Bergomi e Franco Baresi: un omaggio sobrio e potente alla storia sportiva italiana. Segue il messaggio di pace affidato a Charlize Theron, che riporta l’attenzione sul valore umano dello sport.

La bandiera, la promessa
La bandiera olimpica entra portata da otto messaggeri di pace. Tutti in piedi. La mezzosoprano Cecilia Bartoli, accompagnata dal pianista Lang Lang e dal Coro della Scala, trasforma San Siro in uno spazio sospeso. Poi il giuramento olimpico: parole antiche, sempre necessarie.

La fiamma
La fiaccola avanza verso l’Arco della Pace. Il tempo sembra fermarsi.
Quando i due bracieri si accendono in simultanea, Milano e Cortina diventano una sola immagine. A portare la fiamma sono Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. I fuochi d’artificio chiudono il cerchio, illuminando il cielo sopra la città.

Che tutto abbia inizio
La fiamma è accesa.
Le storie possono cominciare.
E l’Italia, questa notte, ha dimostrato di saperle raccontare.
Salve sono una manager esperta in comunicazione, che punta sull’innovazione e la ricerca, il mio settore è legato alla sfera moda anche se la mia cultura e il mio spirito di osservazione mi portano ad avere sfaccettature che sinergicamente si avvicinano all’arte, alla musica e a tutto ciò che svela la nuova tendenza. Adoro il mondo del Fashion che coltiva la cultura e le tradizioni: incantata dalla genialità di un Alexander McQueen e dall’eleganza innovativa di un Jean Paul Gaultier. Sono una sognatrice autentica che crede che le passioni sono l’alimento per concretizzare i sogni, amo viaggiare,visitare musei, conoscere e documentarmi sempre….




