Al Teatro Romano di Verona la natura non fa da sfondo: prende vita. Respira, muta, si moltiplica, fino a confondere il corpo umano con ciò che lo circonda. È questa la forza di Botanica – Season 2, con cui i MOMIX di Moses Pendleton tornano a dimostrare che l’illusione, quando incontra la danza, può cambiare la nostra percezione di ciò che è reale.
Ho assistito allo spettacolo mercoledì 5 agosto e, nella cornice del Teatro Romano, la creazione acquista una suggestione particolare. Pietra antica, cielo aperto e buio della sera entrano quasi naturalmente nella scena, mentre i danzatori danno forma a un universo in continua metamorfosi.
Nel cartellone della 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, diretta da Fabrizio Arcuri, Botanica – Season 2 riporta al Teatro Romano il celebre lavoro creato da Moses Pendleton nel 2008, oggi rinnovato e arricchito da nuove suggestioni visive. Questa sera, 8 agosto, l’ultima rappresentazione veronese.
Chiamarlo semplicemente spettacolo di danza sarebbe riduttivo.
Quando il corpo smette di essere soltanto corpo

Moses Pendleton parte ancora una volta dall’elemento che da oltre quarant’anni rende immediatamente riconoscibile il linguaggio dei MOMIX: la capacità di ingannare lo sguardo per liberare l’immaginazione.
Corpi, luci, ombre, costumi, oggetti e proiezioni si fondono fino a rendere difficile comprendere dove finisca il danzatore e dove inizi ciò che stiamo osservando.
I corpi diventano fiori, insetti, tronchi, creature quasi irreali, architetture vegetali. Si compongono e si scompongono davanti agli occhi dello spettatore, dando origine a immagini che durano pochi istanti prima di trasformarsi nuovamente.

Non c’è bisogno di una narrazione tradizionale: la storia viene raccontata attraverso la metamorfosi.
La danza è atletica e rigorosa, ma la tecnica non viene mai esibita come puro virtuosismo. È al servizio dell’illusione. Dietro la leggerezza apparente si percepiscono controllo, precisione e una straordinaria preparazione fisica; ciò che arriva al pubblico, però, è soprattutto la meraviglia.
Un giardino che nasce nel buio

Pendleton ha definito questo ritorno a Botanica come un ritorno al proprio «giardino originario», nel quale lasciare germogliare nuove idee.
Ed è esattamente ciò che accade.
Il palcoscenico diventa un organismo vivente: cambia continuamente pelle, colore e dimensione. Le nuove proiezioni visive dialogano con i danzatori e amplificano quella particolare alchimia della percezione sulla quale il fondatore dei MOMIX ha costruito gran parte della propria ricerca artistica.
Terra, acqua, aria e luce non sono semplicemente rappresentate: sembrano attraversare i corpi.
È interessante che uno spettacolo dedicato alla natura non scelga il linguaggio della denuncia. Non ci sono proclami né messaggi didascalici. Botanica percorre una strada più sottile: attraverso la bellezza ci ricorda che l’essere umano non osserva la natura dall’esterno, ma ne fa parte.
Una riflessione perfettamente coerente con (H)Earth of Glass, tema dell’edizione 2026 dell’Estate Teatrale Veronese, dove fragilità e trasformazione convivono nella stessa materia artistica.

La magia dei MOMIX resiste al tempo
A distanza di decenni dalla nascita della compagnia, il linguaggio dei MOMIX conserva intatta la capacità di sorprendere.
Fondata nel 1980 da Moses Pendleton con Alison Chase, la compagnia ha portato nel mondo una concezione della danza nella quale il corpo supera continuamente i propri confini. Non servono apparati scenografici monumentali: un fascio di luce, un tessuto, un oggetto, un’ombra e la straordinaria fisicità degli interpreti sono sufficienti per cambiare completamente ciò che crediamo di vedere.
È un linguaggio apparentemente semplice, in realtà sofisticatissimo.
Ed è probabilmente una delle ragioni della longevità dei MOMIX: parlano allo spettatore prima ancora che alla sua razionalità. Non chiedono necessariamente di comprendere, ma di guardare. E magari di ritrovare, almeno per novanta minuti, quella capacità quasi infantile di stupirsi davanti a qualcosa che non riusciamo immediatamente a spiegare.
Al Teatro Romano questa magia trova una dimensione ancora più potente. Verona occupa da tempo un posto particolare nella storia della compagnia e, vedendo Botanica in questo luogo, se ne comprende facilmente il motivo: mentre sul palco i corpi diventano natura, intorno rimangono la pietra, il cielo e la storia.
Uscire dal teatro con uno sguardo diverso
Alla fine resta soprattutto una sensazione: si entra pensando di assistere a uno spettacolo di danza e si esce dopo aver attraversato qualcosa di molto più vicino a un sogno visivo.
Botanica – Season 2 non vuole spiegare la natura. La osserva, la reinventa e la trasforma in movimento, invitandoci a guardarla nuovamente.
In un’epoca abituata a consumare immagini sempre più velocemente, MOMIX riesce ancora a ottenere qualcosa di molto più difficile: fermare lo sguardo.
Quando si riaccendono le luci del Teatro Romano rimane, per qualche istante, la sensazione che un fiore possa essere un corpo, che un’ombra possa trasformarsi in una creatura e che la realtà, osservata da una prospettiva diversa, possa essere molto meno prevedibile di quanto immaginiamo.
Moses Pendleton dice di voler lasciare gli spettatori con «un po’ meno gravità nel passo». Ed è esattamente ciò che accade.
Botanica – Season 2 è poesia in movimento, stupore e bellezza: uno spettacolo da sogno che non si può perdere, capace di restare negli occhi e nella memoria anche quando le luci del Teatro Romano si spengono.
Salve sono una manager esperta in comunicazione, che punta sull’innovazione e la ricerca, il mio settore è legato alla sfera moda anche se la mia cultura e il mio spirito di osservazione mi portano ad avere sfaccettature che sinergicamente si avvicinano all’arte, alla musica e a tutto ciò che svela la nuova tendenza. Adoro il mondo del Fashion che coltiva la cultura e le tradizioni: incantata dalla genialità di un Alexander McQueen e dall’eleganza innovativa di un Jean Paul Gaultier. Sono una sognatrice autentica che crede che le passioni sono l’alimento per concretizzare i sogni, amo viaggiare,visitare musei, conoscere e documentarmi sempre….




