Ci sono ruoli che si desiderano così a lungo da smettere di essere un sogno.
Arrivano quando il tempo è pronto ad accoglierli.
Per Serena Autieri, Satine è uno di questi. Un personaggio atteso, custodito, immaginato nel tempo, che oggi prende forma sul palco di Moulin Rouge! Il Musical come incontro naturale tra maturità artistica e verità personale.
Satine è luce, ma anche fragilità profonda. È amore assoluto, coraggio, sacrificio. Un ruolo che chiede all’interprete di esporsi senza difese, di attraversare la vulnerabilità e restituirla al pubblico con sincerità. In questa intervista, Serena Autieri racconta il suo rapporto con Satine, il valore del coraggio, la responsabilità di emozionare e l’urgenza, oggi più che mai, di tornare a vivere il teatro come esperienza viva e condivisa. Perché alcuni ruoli non si interpretano soltanto. Si attraversano.
Serena Autieri, interpreta un personaggio che ha sognato da tanto tempo di interpretare, Satin. È un personaggio che vive di luce ma porta dentro una fragilità profonda.
Interpretarla oggi, in un tempo che chiede alle donne di essere sempre più forti e performanti, ti ha fatto scoprire una nuova vulnerabilità artistica o personale che prima non avevi mai messo in scena?
No, guarda. Allora, Satine è un personaggio iconico, una donna secondo me meravigliosa. Per noi donne non ci sono tantissimi ruoli che ti ispirano, che dici oddio vorrei interpretarlo.
C’è tanto sempre sul maschile, diciamocelo. Ma quando invece ho visto Satin per la prima volta, me ne sono innamorata proprio perché lei ti dà tutto. Nel momento in cui ti dà questa luce, te la toglie perché appunto ti porta nel suo dramma, ti porta in quest’amore impossibile.
Lei cerca di salvare lui, mettendo lui in primo piano e lei mettendosi per ultima, cercando di sacrificare la sua verità, la sua volontà. Quindi una donna incredibile, pazzesca. La vulnerabilità sicuramente, ma sai, ogni volta che interpreti un personaggio che ha una tale profondità, sei vulnerabile, sei fragile, cerchi di tirare fuori il meglio, sei nuda.
Io mi sento sempre nuda sul palcoscenico e più sei nuda e più riesci a dare cose al pubblico. Io questa sera spero di essere nuda, lo sono anche perché ho tutti le guêpière. No, questo va bene, questo è esteticamente, però no, nuda, dicevo, l’anima, nuda, proprio perché hai la necessità di tirare fuori tutta la fragilità che esiste dentro di me e che devo regalare al personaggio, che è veramente delicato, di sfumature.

E a teatro c’è sempre un limite sottile, no?
Quando non devi fare la macchietta e devi essere vera, ma sei un teatro, un teatro, un palcoscenico di 30 metri, che ti richiede meraviglioso, di un allestimento unico, direi, irripetibile. Solo un pazzo come Massimo Romeo Piparo poteva fare una cosa così bella, così grande in Italia, perché, insomma, non abbiamo noi questa grande scuola, diciamo, come Broadway, come Londra, ma grazie a produttori coraggiosi così si può. Il coraggio premia.
Il coraggio premia. Ecco, una delle parole che posso sentire più vicino a me, come Serena e anche come Satine, che condividiamo, ecco, io e Satine, è proprio il coraggio. Il Moulin Rouge è Satine, è un inno all’amore assoluto, quello che non chiede garanzie.
Dopo aver attraversato Satine, sera dopo sera, cosa pensi che resti davvero allo spettatore o cosa vorresti che rimanesse allo spettatore?
Del personaggio o dello spettacolo? Del personaggio. Perché dello spettacolo tantissime cose portano a casa. Di Satine io credo che il pubblico, o almeno vorrei, che si innamorasse proprio di questa donna, della sua bellezza interiore, della sua generosità nei confronti di tutte le persone che le sono intorno e che l’hanno aiutata e che l’hanno sostenuta fino all’ultimo giorno della sua vita, che si innamorino della sua verità, della bellezza, di quanto lei possa, diciamo, essere generosa con loro perché è talmente spudoratamente vera e se stessa che quando arriva questa verità al pubblico, secondo me, resti senza fiato, senza parole.

Un invito al pubblico per venire a vedere Moulin Rouge! Il Musical?
È un invito aperto a tutti: chi non l’ha ancora visto dovrebbe scoprirlo, chi lo ha già visto tornare a rivederlo. Moulin Rouge! Il Musical è uno spettacolo che fa stare bene, che regala energia e gioia.
Quando si sceglie di vivere uno spettacolo dal vivo, si cerca proprio questo: divertirsi, uscire alleggeriti, portarsi a casa bellezza. E credo che questo allestimento riesca pienamente nell’intento. Spettacoli così se ne fanno sempre meno, ed è giusto premiare il coraggio di chi li realizza.
È importante invitare il pubblico a uscire di casa, a non fermarsi solo alle piattaforme, ma a tornare a respirare il teatro dal vivo, che è un’emozione completamente diversa. Il pubblico va coinvolto, accompagnato, fatto divertire, emozionare, ballare, cantare. Ed è esattamente quello che accade durante questo spettacolo.
Grazie a Moulin Rouge! Il Musical e a Serena Autieri questo messaggio arriva forte e chiaro. Grazie a voi.
Salve sono una manager esperta in comunicazione, che punta sull’innovazione e la ricerca, il mio settore è legato alla sfera moda anche se la mia cultura e il mio spirito di osservazione mi portano ad avere sfaccettature che sinergicamente si avvicinano all’arte, alla musica e a tutto ciò che svela la nuova tendenza. Adoro il mondo del Fashion che coltiva la cultura e le tradizioni: incantata dalla genialità di un Alexander McQueen e dall’eleganza innovativa di un Jean Paul Gaultier. Sono una sognatrice autentica che crede che le passioni sono l’alimento per concretizzare i sogni, amo viaggiare,visitare musei, conoscere e documentarmi sempre….





