One Night Only, quando una notte può cambiare tutto

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E se la serata più caotica della propria vita si rivelasse, alla fine, proprio quella di cui avevamo bisogno? È da questa contraddizione che prende forma One Night Only, il nuovo film di Will Gluck, regista capace ancora una volta di muoversi con disinvoltura tra romanticismo contemporaneo, ironia e sentimento, senza cadere nella prevedibilità. Al centro della storia ci sono Allie e Owen, interpretati da Monica Barbaro e Callum Turner, due sconosciuti, due modi differenti di guardare all’amore e una New York leggermente romanzata che diventa il teatro perfetto di equivoci, coincidenze e possibilità. L’occasione è quanto di meno romantico si possa immaginare: l’unica notte dell’anno in cui ai single è consentito concedersi un rapporto senza conseguenze. Almeno così dovrebbe essere. Owen è appena stato lasciato dalla fidanzata, mentre Allie continua ostinatamente a credere che dietro un incontro possa nascondersi qualcosa di più. Quando le loro strade si incrociano, la scintilla è immediata, ma da quel momento tutto ciò che potrebbe andare storto sembra puntualmente accadere.

È proprio in questo susseguirsi di passi falsi, appuntamenti mancati e situazioni al limite dell’assurdo che il film trova la propria energia migliore. Si ride, e parecchio, senza affidarsi esclusivamente alla battuta facile. Il senso dell’umorismo è armonico, accompagna la narrazione senza sovrastarla e permette alla componente sentimentale di emergere con naturalezza. Dietro alcune situazioni volutamente paradossali si riconoscono dinamiche molto più familiari: la paura di esporsi, il timore di essere rifiutati, l’incapacità di confessare ciò che realmente desideriamo. Ed è qui che la leggerezza lascia intravedere una domanda decisamente più interessante: in un’epoca in cui incontrarsi sembra facilissimo, quanto è diventato difficile riconoscersi davvero?

 

One Night Only

 

Monica Barbaro porta in Allie freschezza e sensibilità, dando vita a una romantica contemporanea che non vuole rassegnarsi all’idea che tutto debba essere necessariamente fugace. Callum Turner le risponde con un Owen disorientato, ironico e vulnerabile, trovando con lei una chimica che funziona proprio perché non appare costruita. Tra loro ci sono esitazioni, errori e momenti fuori tempo, quella dose di imperfezione che rende credibile persino ciò che appartiene dichiaratamente al gioco cinematografico.

Intorno ai protagonisti si muove un cast ricchissimo, con Maya Hawke, Julia Fox, King Princess, Ben Marshall, Ziwe, Molly Ringwald e LeVar Burton, presenze che contribuiscono a rendere il viaggio ancora più imprevedibile. Anche New York acquista un ruolo fondamentale: non è una semplice scenografia, ma una città attraversata, inseguita, vissuta, nella quale perdersi e ritrovarsi sembrano due facce della stessa esperienza.

 

One Night Only
Nicole Rivelli /Universal Pictures

 

One Night Only non pretende sempre di essere realistico e alcune situazioni abbracciano volutamente l’esagerazione, ma è proprio accettando questo gioco che ci si lascia conquistare. Will Gluck conosce i tempi della commedia, sa quando accelerare, quando concedere spazio all’emozione e, soprattutto, quando sorprendere lo spettatore.

Ed è forse proprio qui che il film rivela qualcosa di più. Si ride molto, il ritmo mantiene alto il buonumore e alcune situazioni hanno una comicità irresistibile, ma sarebbe riduttivo fermarsi alla superficie. Dietro l’ironia, Gluck lascia emergere un messaggio semplice e oggi quasi controcorrente: l’amore sincero esiste ancora. Non quello perfetto, costruito o idealizzato, ma quello che può arrivare quando meno ce lo aspettiamo, capace di attraversare equivoci, paure e imperfezioni.

È una sensazione che il film riesce a lasciare senza diventare retorico. Si esce dalla sala con il sorriso, certamente, ma anche con qualcosa in più: la voglia di credere che, nonostante la velocità con cui oggi consumiamo incontri e relazioni, incontrarsi davvero sia ancora possibile.

 

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Sul finale è meglio non aggiungere altro. Sarebbe un peccato sottrarre allo spettatore anche una piccola parte della sorpresa. Posso soltanto dire che chiude il cerchio con positività e lascia una sensazione che va oltre il semplice buonumore: una forma di speranza.

 

One Night Only
One Night Only, una scena del film – Ph: Nicole Rivelli

 

Forse è questo il pregio più riuscito di One Night Only: farci divertire senza essere superficiale e parlare d’amore senza diventare stucchevole. Perché qualche volta, dietro una coincidenza, un errore o una serata cominciata nel modo peggiore, può nascondersi qualcosa che non avevamo previsto.

Un film che vale la pena non perdere. E soprattutto, un film che sarebbe un peccato farsi raccontare.
One Night Only vi attende dal 27 agosto in tutte le sale italiane.


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