Alla seconda giornata della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma è stato presentato Per te, il nuovo film diretto da Alessandro Aronadio e tratto dalla storia vera di Paolo Piccoli. Un’opera toccante, interpretata da Edoardo Leo e Teresa Saponangelo, che affronta con misura e umanità il tema della malattia neurodegenerativa, senza mai scivolare nella retorica o nel pietismo.
Raccontare la malattia è sempre una sfida, soprattutto quando lo si fa attraverso uno sguardo carico di empatia, ascolto e delicatezza. Il regista riesce a costruire un racconto misurato e sincero, dove la commozione affiora naturalmente già dalla sequenza iniziale: un padre davanti allo specchio insegna al figlio undicenne a radersi. Lui con un rasoio, il bambino con un cucchiaio, perché ancora privo di peli sul volto. È un momento semplice, ma emblematico, che racchiude tutta la dolcezza e la fragilità della quotidianità familiare.

Il film nasce dall’incontro del regista con la storia reale di Paolo Piccoli, padre colpito da una grave forma di demenza, e del figlio Mattia, che per anni si è preso cura di lui con dedizione esemplare. In conferenza stampa, erano presenti anche i veri protagonisti della vicenda, a sottolineare il legame profondo tra il racconto cinematografico e la realtà da cui è tratto.
Per te è prodotto da Edoardo Leo, in collaborazione con PiperFilm, Lungta Film e Alea Film. Uscirà nelle sale italiane il 17 ottobre, dopo l’anteprima ufficiale del 16 ottobre alla Festa del Cinema di Roma e ad Alice nella Città.

La pellicola si distingue per uno stile asciutto, senza orpelli, che si affida alla forza del racconto e all’intensità degli interpreti. Edoardo Leo, nei panni di Paolo, offre una prova sobria e toccante, mentre Teresa Saponangelo interpreta con grande sensibilità Michela, moglie e madre, pilastro silenzioso della famiglia.
Uno degli elementi più interessanti dell’opera è l’inserimento di spezzoni di cinema muto, che donano profondità visiva e un tocco poetico alla narrazione. Il tempo, i ricordi, la memoria condivisa: sono questi i temi portanti del film, affrontati con uno sguardo che privilegia la tenerezza al dramma.
Colpisce anche il ribaltamento del rapporto padre-figlio: è il bambino che cresce in fretta, mentre il padre si “rimpicciolisce”, regredendo a una condizione di dipendenza e fragilità. Una dinamica toccante, che viene rappresentata con rispetto e autenticità.

Non a caso, Mattia Piccoli – oggi sedicenne – è stato insignito del titolo di Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella, per la straordinaria dedizione mostrata nel prendersi cura del padre. Oggi Paolo vive in una Rsa, accudito dall’amore della moglie e dei figli: Mattia e il più giovane Andrea, di dodici anni.
Per te è un film che non cerca l’effetto, ma l’essenza. Un’opera che narra, senza enfasi e con grande onestà, una storia d’amore profonda e quotidiana. E ci ricorda, con semplicità, che prendersi cura dell’altro è un gesto tutt’altro che scontato — un valore forse dimenticato, oggi, in una società dove la fragilità spesso viene nascosta o ignorata. Non si scherza con i ricordi, e non si può restare indifferenti davanti a chi lotta ogni giorno per conservarli.
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