Ogni estate i pigri e gli svogliati che durante l’anno leggono 2 o 3 libri tornano a scoprire di avere del tempo libero, quindi, nella settimana che precede l’inizio delle ferie, una tappa in libreria la fanno. L’estate chiama ferie, le ferie chiamano vacanze (purtroppo non per tutti), le vacanze chiamano relax (ahimè, anche questo non per tutti) e il relax chiama mare. Il mare chiama spiagge che chiamano il sole che chiama gli ombrelloni che generano ombra e così via potremmo continuare per mezza’ora. E qual’è il genere letterario per eccellenza da leggere sotto l’ombrellone? Quello che inizia per Gi e una volta iniziato non riesci a interrompere.
Il genere giallo ti rapisce, si impossessa del tuo tempo e non ti permette di allontanarti dalla sdraio, tuo figlio ti chiama; “papà, papà giochiamo a racchettoni?” E tu non rispondi neanche, tanto il libro ti sta ipnotizzando e non puoi proprio smettere di leggere ora. Ecco, una cosa simile quest’estate mi è successa con Rosso Panarea, scritto da Francesco Musolino, giornalista e scrittore, edito da Edizioni E/O.

Un brutale e sadico omicidio commesso nella paradisiaca spiaggia di Cala Zimmari, a Panarea, isola simbolo del benessere VIP, gioiello di punta delle Eolie, luogo esclusivo dove si svolgono eventi glamour e sfilate barche di lusso. Ad essere assassinata è la giovane Amodie, modella famosissima di 19 anni destinata a diventare una super celebrità della moda. In programma anche di lanciare un podcast tutto suo, in cui racconterà i suoi segreti riguardo la sua vita da celebrità, per evidenziare luci e ombre di un mondo che fa gola a tante ragazze giovani, per metterle in guardia forse, e per raccontare con sincerità quel che lei stessa vive ogni giorno.
A condurre l’indagine torna l’ispettore Giorgio Garbo, conosciuto precedentemente in Giallo Lipari, primo romanzo della serie ambientato appena un mese prima. L’ispettore Garbo, detto “U Milanisi” per via del suo trasferimento da Milano al commissariato di Lipari, è affiancato dalla sua squadra che ogni tanto bisticcia un poco ma ognuno si rivelerà poi indispensabile per la conclusione dell’indagine.

Il romanzo porta un’immersione nell’oscuro e feroce mondo degli Incel (i celibi involontari). Chi sono gli Incel? L’autore ha studiato a lungo il loro mondo, calandosi nei tortuosi meandri di internet in quella che viene definita la manosfera, inserendosi per mesi nei loro forum e nei loro gruppi per capire il più possibile riguardo questo fenomeno spaventoso e preoccupante, portatore malato di violenza di genere e di odio per le donne.
Gli Incel odiano le donne e l’odio è il loro carburante, e in questo libro si esplora proprio quell’odio che causa morte. Un romanzo che insegna molto pur rimanendo all’interno di storia coinvolgente e oscura, una scrittura scorrevole e fresca, con dialoghi interessanti, profondi, personaggi brillanti e un’ambientazione che vuole rispettare la vera essenza della terra dell’autore, la Sicilia, dimenticando stereotipi e credenze popolari.
Filippo Moro è uno sguardo curioso sul mondo, capace di trasformare un pensiero in parola con ironia e riflessione. Appassionato di scrittura e osservatore attento della realtà che lo circonda, ama dare forma a ciò che accade, offrendo un punto di vista lucido, chiaro e mai scontato.



