Rebecca Busi: La determinazione di una Pilota Italiana alla Dakar 2024

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Nel mondo dell’automobilismo, la presenza di Rebecca Busi brilla con una determinazione e un talento ineguagliabili. Originaria di Bologna, questa giovane di 27 anni sta facendo storia nel campo delle corse nel deserto, diventando un’ispirazione per molti.

Dopo aver debuttato nel 2022 come la più giovane partecipante italiana nella famosa Dakar, Rebecca si appresta ora a competere nella sua terza edizione della gara. E non è una novellina; nel 2023, ha raggiunto un traguardo senza precedenti per un’italiana, conquistando il quarto posto nel Campionato Mondiale di Rally Raid. Il suo spirito da competizione si è ulteriormente rafforzato grazie a due settimane di allenamento nel deserto di Atacama, in Cile, dove ha affrontato sterrati e dune con la sua Maverick Can Am X3 XRS RR.

 

Rebecca Busi

 

Il 5 gennaio, Rebecca partirà vicino a Yanbu, puntando verso Shaybah per raggiungere la linea di arrivo il 19 gennaio, attraversando 13 tappe estenuanti. Sebbene la sua macchina attuale differisca da quella dei suoi ricordi d’infanzia, la sua determinazione e passione al volante rimangono inalterate: “Una donna può tutto. Su quattro ruote nel deserto, mi sento viva”.

 

Rebecca Busi

 

Affrontare la Dakar richiede molto più che semplice abilità di guida; richiede una preparazione fisica e mentale intensa. E Rebecca è fortunata ad avere al suo fianco Sergio Lafuente, un veterano della Dakar con 15 edizioni alle spalle. Mentre suo padre fornirà supporto dall’auto assistenza, Rebecca potrà contare sulla preziosa esperienza di Lafuente come copilota.

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La passione di Rebecca per l’automobilismo è radicata nella sua infanzia, influenzata da suo padre e dallo zio. È stata la sua determinazione e testardaggine a convincere la sua famiglia a sostenerla nella sua ambizione di guidare. Per finanziare la sua prima partecipazione alla Dakar, ha venduto la sua auto e ha raccolto fondi, dimostrando una determinazione e una dedizione senza pari.

 

Rebecca Busi

 

Mentre nel 2022 solo 20 donne si sono messe alla prova tra i 700 partecipanti, Rebecca ha gareggiato indossando un casco arcobaleno, simbolo dei diritti di tutti. Anche se, a differenza dell’Italia, in paesi come America del Sud e Spagna le donne pilota godono di grande visibilità mediatica, la storia di Rebecca rimane un faro di speranza per tutte le giovani ragazze che sognano di sfondare nel mondo delle corse, dimostrando che con determinazione e passione ogni sogno è raggiungibile.

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