Robbie Williams conquista Trieste: quando l’ironia si fa umana e la musica abbraccia l’anima

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Non è stato un concerto. È stato un viaggio. Ironico, irriverente, ma anche profondamente umano. Robbie Williams ha portato a Trieste, nella cornice sold-out dello stadio Nereo Rocco, l’unica data italiana del suo “Britpop Tour” e – senza esagerare – uno spettacolo che ha travolto, emozionato, fatto ridere e commosso. Non una scaletta, ma una confessione musicale che intreccia cabaret, hit immortali e quella vulnerabilità così rara da trovare su un palco.

Sono qui per divertirvi”, aveva promesso. Ma ha fatto di più: ha costruito un ponte emotivo tra palco e platea, tra artista e persona, tra passato e presente. Un’ora e mezza di show, due di vita, in cui il re dell’intrattenimento ha fatto ciò che gli riesce meglio: raccontarsi senza filtri, ridere di sé stesso e farci ridere con lui, aprirsi con ironia su fragilità e successi, come se il pubblico fosse un gruppo di amici intimi.

 

Robbie Williams
Robbie Williams sul palco – foto Simone di Luca

 

Sul palco in canotta e pantaloni rossi, Williams entra con la disinvoltura di chi ha fatto la pace con il tempo. E rivendica, con la sua solita sfrontata autoironia, un nuovo titolo: “Se Michael Jackson era il Re del Pop, io mi autoproclamo il Re dell’Intrattenimento”. Un’affermazione che sembra un gioco, ma che in realtà ha tutto il peso della verità: Robbie non canta solo, interpreta, intrattiene, abbraccia.

La scaletta è un altalena emotiva: da Rocket a Rock DJ, passando per Love My Life, Millennium, Supreme, fino agli intramontabili Feel e Angels, ogni canzone è un tassello di un mosaico fatto di memoria, ironia e disarmante sincerità. Ma è nei monologhi, nelle battute fulminanti, nei dialoghi col “sé adolescente” proiettato in AI sul maxischermo, che Robbie dà il meglio di sé: trasformando il concerto in un racconto teatrale, imprevedibile e toccante.

 

Robbie Williams
Robbie Williams sul palco – foto Simone di Luca

 

C’è anche commozione, vera, viva, quasi inaspettata. Quando racconta della madre malata, del padre che non può più salire sul palco, della moglie e dei figli che gli hanno salvato la vita. “Volete invecchiare con me?” chiede. E mentre le immagini della sua famiglia scorrono su My Way, si capisce che dietro l’eterno Peter Pan c’è un uomo che ha fatto pace con il proprio passato. Che ha trasformato le cadute in grazia, le fragilità in forza.

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Robbie Williams
Robbie Williams sul palco – foto Simone di Luca

 

Robbie Williams è questo: uno showman, sì. Ma anche un uomo autentico, che ti fa ridere e piangere nella stessa frase, che ti guarda negli occhi con una canzone e ti prende in giro subito dopo, per alleggerire. È quella rara combinazione di leggerezza e profondità che non si insegna, ma si è. E che, quando accade, ti lascia dentro la sensazione di aver vissuto qualcosa di vero.

Trieste gli ha risposto con un’ovazione. Ma è lui, ancora una volta, ad aver lasciato il segno.


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