Per cinque giorni all’anno, la campagna inglese si trasforma nel palcoscenico di una delle tradizioni più affascinanti al mondo. È il tempo del Royal Ascot, dove storia, eleganza e stile si incontrano da oltre tre secoli.
La sua storia affonda le radici nel 1711, quando la Regina Anna Stuart fondò l’ippodromo di Ascot, inaugurandolo con una corsa destinata a entrare nella storia: la Her Majesty’s Plate, disputata l’11 agosto dello stesso anno con appena sette cavalli in gara.
Oggi, a oltre trecento anni di distanza, il Royal Ascot rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi del Regno Unito. L’edizione 2026 si svolge dal 16 al 20 giugno nella suggestiva cornice del Windsor Great Park, a circa cinquanta minuti da Londra. Cinque giornate che costituiscono il momento più importante della stagione ippica britannica, con ben 35 corse in programma.
Ma il Royal Ascot è da tempo molto più di una manifestazione sportiva.

Nel corso degli anni è diventato un simbolo di eleganza, tradizione e costume, capace di richiamare l’attenzione di appassionati, aristocratici, personalità del mondo istituzionale e osservatori provenienti da ogni parte del mondo.

Se le corse rappresentano il cuore della manifestazione, i cappelli ne sono senza dubbio l’anima più iconica.
Tra le tribune e i prati perfettamente curati di Ascot sfilano creazioni straordinarie che trasformano l’evento in una vera celebrazione della creatività. Non si tratta semplicemente di moda. Ogni cappello racconta una storia, esprime una personalità, comunica una visione.

È questo il motivo per cui il Royal Ascot continua a esercitare un fascino così potente. In un’epoca in cui l’omologazione sembra prevalere, il cappello conserva la capacità di distinguere, di affermare un’identità, di trasformare un gesto estetico in una forma di espressione personale.

Osservando le immagini provenienti dall’ippodromo inglese, colpisce la straordinaria libertà creativa che prende forma attraverso volumi, colori, materiali e lavorazioni. Vere opere d’arte indossabili che testimoniano come il cappello continui a occupare un posto speciale nell’immaginario collettivo.
Forse è proprio questo il suo segreto.
Il cappello non segue semplicemente una tendenza. Attraversa il tempo.

Continua a raccontare chi siamo, la nostra personalità, il nostro modo di stare nel mondo.
Ed è forse per questo che, anno dopo anno, il Royal Ascot continua ad affascinare milioni di persone.
Perché non celebra soltanto l’eleganza britannica.
Celebra il valore dell’identità.
In un mondo che tende sempre più all’omologazione, il cappello conserva il coraggio di distinguersi.
E ci ricorda che l’eleganza non è soltanto ciò che si indossa, ma il modo in cui scegliamo di raccontare noi stessi.
Salve sono una manager esperta in comunicazione, che punta sull’innovazione e la ricerca, il mio settore è legato alla sfera moda anche se la mia cultura e il mio spirito di osservazione mi portano ad avere sfaccettature che sinergicamente si avvicinano all’arte, alla musica e a tutto ciò che svela la nuova tendenza. Adoro il mondo del Fashion che coltiva la cultura e le tradizioni: incantata dalla genialità di un Alexander McQueen e dall’eleganza innovativa di un Jean Paul Gaultier. Sono una sognatrice autentica che crede che le passioni sono l’alimento per concretizzare i sogni, amo viaggiare,visitare musei, conoscere e documentarmi sempre….



