Si accendono i riflettori sull’Ariston per la quarta serata della 76ª edizione del Festival: quella delle cover. La più attesa, la più rischiosa. Perché quando canti la storia degli altri, riveli inevitabilmente qualcosa di te.
Ma quest’anno, tra duetti e omaggi, c’è stato un momento che ha superato la dimensione musicale: il premio alla carriera a Caterina Caselli. E lì la serata ha trovato il suo centro.

Eleganza e memoria
Patty Pravo, affiancata dal primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko, rende omaggio a Ornella Vanoni con “Ti lascio una canzone”. Non è nostalgia: è presenza scenica pura. Andrijashenko danza con misura, Patty gioca con pause e silenzi come strumenti. L’Ariston risponde con un coro spontaneo. Non revival, ma autorevolezza.
Malika Ayane e Claudio Santamaria affrontano “Mi sei scoppiato dentro il cuore” con estetica studiata e controllo emotivo. Lei impeccabile nelle dinamiche, lui sorprendente per intensità. Nessun effetto karaoke di lusso: c’è dialogo, e funziona.

Segni, simboli, inquadrature
Fiorella Mannoia e Michele Bravi scelgono “Domani è un altro giorno”. Total black e una spilla con la bandiera palestinese appuntata sul petto: un dettaglio che trasforma l’omaggio in gesto contemporaneo. Interpretazione adulta, senza compiacimento.

Levante e Gaia portano energia con “I maschi”. Alla fine, un bacio. La telecamera sposta l’inquadratura. Anche le regie raccontano qualcosa, soprattutto quando scelgono cosa non mostrare. In studio si scherza, ma il dettaglio resta.
Generazioni che si incontrano
Uno dei momenti più autentici è l’arrivo di Gianni Morandi accanto al figlio Tredici Pietro sulle note di “Vita”. Un abbraccio, una battuta, un padre che chiede con ironia “Come sono andato?”. Sanremo, quando funziona, è questo: una casa in cui la musica diventa eredità emotiva.

Bianca Balti: vulnerabilità come forza
Tra le presenze più significative, Bianca Balti. Non solo glamour, ma introspezione. Il suo ritorno sul palco porta un messaggio chiaro: nei momenti difficili, avere accanto le persone giuste — amici, amori, affetti solidi — può sollevarti. Può restituirti coraggio.
Il suo sorriso racconta resilienza senza retorica. In una serata di cover, Balti ha portato una storia vera. E le storie vere hanno sempre più forza dell’immagine.
La lezione di Caterina Caselli
Poi arriva il momento che cambia prospettiva. Il premio alla carriera a Caterina Caselli non celebra solo un’icona degli anni Sessanta. Celebra una donna che ha saputo trasformarsi: cantante di successo, poi produttrice, imprenditrice culturale, scopritrice di talenti. Una pioniera in un sistema dominato dagli uomini.
Non si è limitata a interpretare la musica italiana. L’ha costruita, organizzata, rilanciata.

Sul palco lascia una frase che è molto più di un ringraziamento:
“A tutti i ragazzi e le ragazze, sentitevi liberi dal giudizio.”
In un’epoca in cui tutto viene commentato, misurato, filtrato, è un messaggio radicale. C’è un filo che lega il “Nessuno mi può giudicare” degli esordi alla donna di oggi. Non è nostalgia: è coerenza.
La quarta serata si chiude così: tra memoria e presente, simboli sottili e passaggi generazionali. Le cover sono il pretesto. Il vero tema è un altro: libertà.
Libertà di interpretare.
Libertà di esporsi.
Libertà, come ha ricordato Caterina Caselli, di non farsi definire dallo sguardo degli altri.
Ed è forse questa la nota più potente della serata.
Cerco notizie ad Ovest Nord Ovest, sono logorroica e amante dell’informazione. Mi occupo di comunicazione, Social Media e speakeraggio radiofonico, mi piacciono le parole perché ognuna di esse racchiude un significato specifico. Nella vita ho sempre cercato di fare più cose insieme per poter imparare e migliorare, ritengo che c’è sempre tempo per trovare le proprie passioni basta perseguire la propria strada!I miei hobby sono la cinematografia, la fotografia e lo sport soprattutto il nuoto e la boxe, almeno per il momento! Il mio posto preferito è sicuramente il mare dove poter fare introspezione e staccare la mente.








