Il terribile attentato terroristico di matrice antisemita avvenuto ieri pomeriggio alle 18:48 locali, eseguito da padre e figlio Libanesi Palestinesi a Bondi Beach, famosa spiaggia di Sydney, da cui viene attualmente confermata la morte di 15 persone e di 42 feriti per sparo di arma da fuoco, avvenuto nel tempo di un batter d’occhio, dal clima di festa al rumore assordante degli spari, mentre circa mille persone sono lì per i festeggiamenti di Hannukkah, la festa ebraica delle luci, è terrificante, atroce, una vicenda che ha il colore delle tenebre, quelle più oscure, nere, del nero più feroce che esiste. Così oscure da non riuscire neanche ad immaginarle, forse, tanto che alcune persone inizialmente scambiano gli spari dei fucili per dei fuochi d’artificio.
Una strage che si consuma in 9, lunghissimi, infiniti, terrificanti minuti, in cui prende forma questo inferno che porta anche alla morte di una bambina di 10 anni, età in cui la parola morte non si dovrebbe neanche immaginare, non così. Il mio più intenso pensiero e il mio più forte augurio di speranza va a chi in questo momento ha perso una mamma, una sorella, un figlio, una figlia, un padre, un amico, un professore, una maestra di danza, un nonno, a chi sta combattendo per restare in vita in sala operatoria, dilaniato dalle pallottole, a chi è a casa ad attendere notizie, o a chi le ha già ricevute, delle terribili, assordanti notizie, di quelle che non vorresti mai riceverne, a chi non ha dormito, a chi non dormirà più, a chi ha passato la notte in un corridoio d’ospedale, a chi non riesce nemmeno a pensare, per il dolore, a chi ha visto un bagno di sangue, a una madre che, come ho letto, ha coperto i figli con il proprio corpo per non renderli bersaglio delle pallottole, rendendo il proprio corpo un bersaglio di due pallottole.

A chi ha vissuto quei 9 minuti, trovandosi nella scena della ferocia più feroce, più incontenibile, più disumana, a chi ha perso tutto, a che non c’è più. Tenebre, tenebre oscure. C’è però una luce di speranza, che, leggendo i giornali, stamattina, ha fatto vedere al mondo che luci pronte a combatterle queste tenebre esistono. Si chiama Ahmed Al Ahmed, un fruttivendolo arabo di 43 anni, sposato e padre di due bambine, 3 e 6 anni, nato in Siria e gestore di un negozio di frutta e verdura. Mentre i due terroristi, padre e figlio, sparano senza freni sulla folla lui arriva da dietro di soppiatto e sfila ad uno di loro il fucile, togliendolo alla follia omicida appartenente al mostro che ne aveva possesso, senza neanche sparare contro di lui.

Non commette il suo stesso atroce gesto. La luce non si mischia alle tenebre. Il video, che sta facendo il giro del mondo sul web è terrificante ma allo stesso tempo contornato da speranza. La speranza è vedere con i proprio occhi che gli eroi esistono. Sono qui, intorno a noi, e intervengono, ogni tanto. Ogni tanto c’è chi si ricorda di essere un eroe. A volte indossano un mantello e volano nei grattaceli con delle tutine aderenti mentre altre volte indossano una t-shirt bianca e gestiscono un negozio di frutta e verdura nella periferia di una città in Australia. A volte salvano principesse dal castello, altre volte invece salvano vite.

Vite che continueranno a vivere, a sognare, a studiare a creare. Ritengo il signor Ahmed Al Ahmed una valida definizione di eroe, che senza esitazione interviene, non si nasconde, affronta il mostro, anche se ce n’è non troppo distante da lui un altro, in agguato, che gli spara più volte ferendolo alla mano e al braccio. Ricoverato in ospedale i medici dicono non sia in pericolo di vita. Come nei film, forse, gli eroi non muoiono mai. Un eroe senza divisa, che ha salvato delle vite, rischiando la sua, ma che ha ricordato al mondo che esiste ancora una speranza. Quante persone dovrebbero essere così, e quante, invece, non dovrebbero neanche esistere. Pensa che emozione per le figlie, pensare “quello è il mio papà…”
Filippo Moro è uno sguardo curioso sul mondo, capace di trasformare un pensiero in parola con ironia e riflessione. Appassionato di scrittura e osservatore attento della realtà che lo circonda, ama dare forma a ciò che accade, offrendo un punto di vista lucido, chiaro e mai scontato.



