Venezia 83, Robert Pattinson accende il Lido: cinema, star e il ritorno degli Oasis

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Da Primetime di Lance Oppenheim al nuovo film di Nanni Moretti, fino all’arrivo di Liam e Noel Gallagher: il 5 settembre è una delle giornate più ricche della Mostra. Ma il volto che cattura subito l’attenzione è quello di Robert Pattinson.

Alla Mostra del Cinema di Venezia, credetemi, tutto può accadere. Anche ritrovarsi davanti l’iconico vampiro di Twilight in versione total White Dior. Robert Pattinson arriva al Lido e per qualche secondo è inevitabile tornare con la memoria a Edward Cullen. Ma di anni ne sono passati parecchi e, soprattutto, Pattinson ha fatto di tutto per non rimanere prigioniero del personaggio che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
Oggi è uno degli attori più interessanti della sua generazione e a Venezia 83 lo dimostra ancora una volta con Primetime di Lance Oppenheim, presentato in Concorso. Sul red carpet sceglie un completo chiaro Dior firmato Jonathan Anderson, perfetto nell’atmosfera ancora estiva del Lido, e accanto a lui c’è Suki Waterhouse, elegantissima in Saint Laurent. Inevitabile che i fotografi impazziscano per loro, ma questa volta dietro l’immagine da copertina c’è un film che apre una riflessione tutt’altro che leggera.

In Primetime Pattinson interpreta una versione drammatizzata di Chris Hansen, il conduttore americano diventato celebre con To Catch a Predator. Oppenheim prende quella vicenda televisiva per entrare in un territorio decisamente più scomodo: dove termina il giornalismo e dove comincia lo spettacolo? Cosa succede quando cronaca, giustizia e audience finiscono per parlare la stessa lingua?

È un tema che mi interessa particolarmente anche da giornalista, perché tocca una questione oggi ancora più urgente: il confine tra raccontare un fatto e trasformarlo in un prodotto da consumare. Primetime non sembra cercare risposte facili, ma mette davanti allo spettatore le ambiguità che nascono quando informazione, successo, ambizione e ascolti cominciano a confondersi.

 

 

Robert Pattinson
Robert Pattinson e Suki Waterhouse – ph: Daniele Venturelli

 

Pattinson è anche produttore del film e nel cast troviamo Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers, che proprio con questo progetto debutta come attrice sul grande schermo. Ma a colpire è ancora una volta il percorso del suo protagonista. Dal fenomeno mondiale di Twilight in poi, Pattinson ha scelto spesso di complicarsi la vita artisticamente invece di percorrere la strada più comoda. Ha cercato autori, personaggi meno prevedibili e universi molto lontani da Edward Cullen, fino a costruirsi una carriera nella quale oggi può passare da Batman a Christopher Nolan, da Denis Villeneuve a un film come questo senza sembrare fuori posto.

 

Robert Pattinson
Nanni Moretti – Getty Images

 

Qualche ora dopo Venezia cambia completamente registro con Nanni Moretti e Succederà questa notte. Al centro questa volta ci sono le relazioni, gli incontri, gli abbandoni, i rapporti tra genitori e figli e quei legami che con il tempo cambiano forma senza necessariamente scomparire. Moretti parte dai racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo e riunisce un cast che comprende Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti e Andrea Lattanzi.

Anche sul tappeto rosso l’atmosfera cambia. Garrel conserva quell’eleganza leggermente irregolare che gli appartiene, Jasmine Trinca sceglie il bianco, mentre Moretti arriva in Giorgio Armani. E qui la moda funziona proprio perché accompagna le personalità senza sovrastarle.

Ma il 5 settembre ha ancora una sorpresa e questa volta arriva direttamente dalla storia della musica britannica.

 

Robert Pattinson
Liam e Noel Gallagher – Getty Images

 

Quando sul red carpet compaiono Liam e Noel Gallagher, il Lido si prende per qualche ora anche il britpop. Oasis: Don’t Look Back in Anger, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace e presentato Fuori Concorso, porta a Venezia la storia degli Oasis e della reunion che ha riportato insieme i due fratelli.

Chi li conosce non avrebbe probabilmente voluto vederli molto diversi da così. Entrambi in nero e perfettamente fedeli a un’immagine che non ha mai avuto bisogno di seguire le mode. Liam con gli immancabili occhiali da sole e quell’atteggiamento da rockstar che sembra resistere a qualsiasi epoca; Noel più asciutto, meno costruito, quasi defilato. Insieme bastano pochi secondi per riportare alla mente trent’anni di musica, separazioni, litigi e canzoni che continuano a essere cantate da generazioni diverse.

 

Robert Pattinson
Faye Dunaway – Getty Images

 

Nel corso della giornata passano sotto i flash anche Faye Dunaway, Brooklyn Beckham e Nicola Peltz, Benedetta Porcaroli e Riccardo Scamarcio, insieme a molti altri protagonisti italiani e internazionali.

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Robert Pattinson
Jasmine Trinca e Louis Garrel – Getty Images

 

Una concentrazione di nomi che potrebbe facilmente trasformare il racconto in una semplice sfilata di celebrità, ma sarebbe un peccato fermarsi lì.

 

Robert Pattinson
Benedetta Porcaroli e Riccardo Scamarcio sul red carpet di Venezia 2026 – Ernesto Ruscio//Getty Images

 

Perché questa giornata racconta qualcosa di più curioso. Mette nello stesso spazio un attore che ha impiegato anni a liberarsi dall’immagine che lo aveva reso famoso, un autore italiano che torna a osservare i sentimenti e due fratelli che, dopo una separazione diventata quasi leggendaria, si ritrovano ancora una volta insieme davanti al pubblico.

Robert Pattinson rimane per me il volto cinematografico del 5 settembre. Non perché sia semplicemente il più fotografato, ma perché la sua carriera racconta bene quanto possa essere interessante un attore quando decide di non accontentarsi dell’immagine che gli altri hanno costruito per lui.
Pensavamo di conoscere Edward Cullen. Pattinson, fortunatamente, aveva altri programmi.

E mentre scende la sera, arrivano Liam e Noel Gallagher e Venezia cambia ancora una volta colonna sonora. Dal vampiro più famoso del cinema in total white al nero rigorosamente Oasis: al Lido, credetemi, tutto può davvero accadere.


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