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Eleonora Gaggioli: da attrice alla professione di avvocato

Eleonora Gaggioli: da attrice alla professione di avvocato

Eleonora ha cominciato prestissimo la sua carriera di modella, per poi diventare attrice ed essere ad oggi un avvocato di grido del foro romano.

È una donna eclettica e curiosa che ama cambiare la propria vita con coraggio quando non si sente più appagata. Nei suoi sogni futuri ci sono progetti familiari importanti e dei lavori ancora da scoprire. 

Come hai intrapreso l’attività di attrice?

Ad un certo punto della mia vita, verso i 20 anni, frequentavo il primo anno di medicina quando mi resi conto di aver fatto nella mia vita tutto per far felici gli altri. Avevo fatto il liceo classico per fare contenta mia madre, studiato il pianoforte per fare contenta nonna, il nuoto per fare contenta sempre la mamma, così come medicina per seguire e orme materne.

Quando ho scelto di fare la modella prima e l’attrice poi avevo raggiunto la consapevolezza che volevo lavorare per il raggiungimento della mia felicità.

Ero una ragazza piacente ed ho iniziato iscrivendomi ad un corso per modelle, cosa che io consiglio a chiunque, anche a chi non voglia fare la modella, perché un corso di portamento   dà una maggiore sicurezza personale. Ho iniziato per gioco e sono finita a cavalcare le più importanti passerelle, sfilando per i maggiori stilisti.

Mi sono iscritta ad a un corso di recitazione con Francesca de Sapio, ed ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare subito nella fortunata serie televisiva “Il Maresciallo Rocca” con Proietti, proseguendo con ruoli importanti in molteplici serie e film come: CentovetrineDon MatteoIncantesimoElisa di RivombrosaIl Commissario Rex e moti altri.

Ma i miei progetti non si erano conclusi, sono una donna molto curiosa ed eclettica e mi ero ripromessa di tornare all’università. Dopo sei anni di passerelle, set cinematografici e studi televisivi sono tornata a passare gran parte delle mie giornate sui libri e non perché non mi possa ritenere soddisfatta dei risultati avuti nel mondo dello spettacolo, anzi, ma la mia voglia di soddisfazione personale, non voglio dirti felicità perché credo che la felicità sia riservata la vita privata, è la mia benzina 

Hai interpretato tanti personaggi qual è quello che ti è rimasto più addosso?

Sicuramente Giada di “100 Vetrine” per tanti motivi. Un po’ perché è stato il personaggio che mi ha dato la prima visibilità e mi ha proprio cambiato la vita, la gente per strada mi riconosceva e mi chiedeva l’autografo. 

C’è anche il fatto che Giada mi somigliava molto, una persona debole, tenera, innamorata, forse anche un po’ ingenua e poi improvvisamente diventa una persona grintosa, determinata, quasi folle.  Chi ha scritto il personaggio un po’ mi conosceva, chissà che non lo abbia ispirato 

C’è stato un personaggio che ti ha insegnato qualcosa?

Si, non tanto per il personaggio quanto per la situazione.  Io avevo fatto Incantesimo 7 ed ero una delle co-protagoniste, il regista Tommaso Sherman mi disse che si era trovato bene a lavorare con me e che gli avrebbe fatto piacere se rimanevo anche nell’ottava serie. 

La stima che lui ha riposto in me mi è stata utile per cercare di non deluderlo mai, nonostante io stessi frequentando l’università ho fatto i salti mortali, essendo sempre disponibile 

Adesso sei un avvocato di grido, cosa ti ha spinto a cambiare vita?

La curiosità, sono una persona che si annoia facilmente, amo i cambiamenti, amo rinnovarmi. Non mi spaventa rimboccarmi le maniche perché amo le sfide. 

A questo punto la domanda sorge spontanea: farai l’avvocato tutta la vita?

Sono molto appagata da questa professione come lo sono stata in passato con le precedenti. Quando io facevo l’attrice quel lavoro mi ha reso felice, io l’ho fatto con un senso di appagamento al 100%.

Il mio scontento è iniziato un giorno in cui alle 5 di mattina mi ha citofonato l’autista del set per venirmi a prendere, io giravo la serie da protagonista Al di là del lago” per Mediaset con Capparoni, Farnesi e Flaherty e parallelamente giravo la seconda serie di “Anna e i 5” con la Ferilli e Pierre Cousseau era agosto, erano saltate le mie vacanze, non potevo prendere il sole.

Quella mattina ho iniziato a piangere, non ero più felice, quando si arriva a quel punto non ne esci più 

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Ma tu rimpiangi qualcosa della tua prima vita?

Quello che mi appagava con il lavoro di attrice era il mio egocentrismo esasperato, mi manca la luce del riflettore 

Se ti proponessero un reality parteciperesti?

Guarda non voglio dirti neanche per tutto l’oro del mondo, perché forse per tutto loro del mondo si, ma fuori da tutto l’oro del mondo dico assolutamente no. Io non voglio far vedere Eleonora in pigiama, non voglio far vedere chi è Eleonora arrabbiata, non mi interessa.

Eleonora arrabbiata la voglio far vedere alle persone che scelgo che siano nella mia vita e nel mio microcosmo. Non parteciperei neanche ad un Talent, potrei prendere in considerazione una conduzione. 

Quali sono i progetti futuri di Eleonora, cosa farai nella tua terza vita?

Adesso vorrei fare la mamma e mi piacerebbe anche fare politica. Da anziana mi piacerebbe   fare la fotografa perché faccio delle bellissime foto.  Un altro sogno sarebbe quello di trasferirmi a vivere in America, mi sono studiata gli stati, le città, i quartieri, la legislazione, la parte sanitaria.

Credo di    poter avere lì una miglior qualità di vita , con mio marito abbiamo cominciato a considerare  l’ipotesi di comprarci una casa a New York … chissà che anche questi sogni non si avverino.

Writer:
Patrizia Rocchi Le Furlan

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